L’Assemblea Nazionale Catalana a New York presso Organizzazione delle Nazioni e dei Popoli Non Rappresentati

 

 

L’Assemblea Nazionale Catalana (ANC)  co-organizza a New York la presentazione di un rapporto internazionale sulla repressione contro i movimenti di autodeterminazione

PUBBLICATO IL 22/09/2022

 

Foto: La presidente dell’Assemblea Dolors Feliu insieme a l’ex-presidente Elisenda Paluzie, con il relatore speciale delle Nazioni Unite sulle minoranze, Fernand de Varennes

 

 

L’Assemblea nazionale catalana ha co-organizzato la presentazione del rapporto stilato dall’Organizzazione delle Nazioni e dei Popoli Non Rappresentati (UNPO) sugli strumenti di repressione utilizzati dagli stati autoritari contro i difensori dei diritti umani.

L’Assemblea nazionale catalana ha co-organizzato ieri a New York un evento per presentare il rapporto “Strumenti della repressione: lo Stato Spagnolo e le tendenze mondiali nel silenziare i movimenti di autodeterminazione”, preparato dall’UNPO e presentato in collaborazione con il Ralph Bunche Institute for International Studies, presso il Graduate Center City della New York University. Il rapporto sottolinea l’influenza e l’impatto che la repressione delle autorità spagnole contro il movimento indipendentista catalano ha avuto in altri governi del mondo che tentano di silenziare gli attivisti delle nazioni senza stato.

Il rapporto analizza anche la tendenza ricorrente degli stati a invocare principi come “unità nazionale”, “interesse nazionale” e “sicurezza nazionale” per giustificare falsamente politiche e azioni repressive contro le minoranze nazionali. Nel tentativo di mettere a tacere i movimenti di autodeterminazione democratici, gli stati di tutto il mondo limitano la libertà di espressione, effettuano arresti e detenzioni selettivi, spionaggio di massa, diffondono un’ampia propaganda di stato e promuovono politiche che etichettano gli attivisti per i diritti umani come terroristi.

In questo senso, il documento racconta come in Catalogna si sia verificato un evidente deterioramento dei diritti umani, soprattutto dopo la repressione esercitata dalle autorità spagnole durante e dopo il referendum sull’indipendenza del 1° ottobre. Il tentativo di soffocare il movimento di autodeterminazione della Catalogna ha indebolito le libertà di stampa, espressione, opinione, associazione e riunione, i diritti alla libertà e alla sicurezza e il diritto a un processo equo. Il tentativo di screditare e criminalizzare la lotta democratica in Catalogna ha portato all’arresto di politici, giornalisti, personaggi pubblici e attivisti dell’associazionismo, come gli ex presidenti dell’Assemblea (ANC).

Questa risposta sproporzionata da parte dello stato spagnolo sta creando un pericoloso precedente per i difensori dei diritti umani in tutto il mondo, poiché ha fornito ai paesi non democratici una giustificazione per l’applicazione di strumenti repressivi simili contro i movimenti di autodeterminazione, come i curdi, i tartari di Crimea o il Tibet. “Questo rapporto documenta i diversi modi in cui viene applicata la repressione contro i membri dell’UNPO. Ci siamo resi conto che quando vedevamo Cina, Russia, Iran e altri stati autoritari che sopprimono minoranze, spesso dicevano: ecco cosa sta facendo la Spagna ai catalani”, ha spiegato il segretario generale dell’UNPO Ralph Bunche.

Uno dei relatori dell’evento, l’ex presidente dell’Assemblea e attuale vicepresidente dell’UNPO, Elisenda Paluzie, ha denunciato che “a cinque anni dal referendum sull’indipendenza catalana, lo Stato spagnolo continua a criminalizzare il movimento di autodeterminazione”, e altri paesi seguono il suo esempio. Paluzie ha spiegato che “nel 2021, il direttore del quotidiano del Partito Comunista Cinese Global Times minacciò la presidente taiwanese Tsai Ing-Weng dicendo: se tu fossi un leader separatista nella regione spagnola della Catalogna, ora saresti in prigione”.

Nell’ambito dell’evento, l’attuale presidente dell’Assemblea, Dolors Feliu, e l’ex presidente dell’Assemblea e attuale vicepresidente dell’UNPO, Elisenda Paluzie, hanno avuto un incontro con il relatore speciale delle Nazioni Unite per le minoranze, Sig. Fernand de Varennes, e lo hanno aggiornato sulle violazioni dei diritti umani commesse dalla Spagna contro la minoranza nazionale catalana, in particolare per quanto riguarda l’uso massiccio dello spyware Pegasus. Nel corso della settimana, i rappresentanti dell’Assemblea si incontreranno anche con le delegazioni statali delle Nazioni Unite, i leader politici e le ONG, sia a New York che a Washington. Discuteranno sulla la situazione relativa alla lotta per l’indipendenza della Catalogna e alle azioni repressive della Spagna e analizzeranno le prospettive di cooperazione e le modalità per aumentare la visibilità della lotta catalana per l’indipendenza negli Stati Uniti.

* traduzione  Àngels Fita – AncItalia

L’Assemblea Nacional Catalana coorganitza a Nova York la presentació d’un informe internacional sobre la repressió contra els moviments d’autodeterminació

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