Perché l’ANC è il bastione dell’indipendentismo?

 

 

 

Perché l’ANC è il bastione dell’indipendentismo?

 

La forza dell’ANC sono le persone che volontariamente ne fanno parte in tanti villaggi e città del paese, il loro sacrificio.

 

 

Vicent Partal   –VilaWeb.cat-   Lunedì 23 maggio 2022

 

 

Questo fine settimana c’è stato il cambio della guardia per quanto riguarda i ruoli organici dell’Assemblea nazionale catalana (presidenza e vicepresidenza). Dolors Feliu è stata eletta nuovo presidente dell’organizzazione e Jordi Pesarrodona e Uriel Bertran, vicepresidenti, ciascuno per un anno.

Da oggi i tre stanno affrontando una staffetta non facile. Elisenda Paluzie ha guidato l’ANC durante gli anni probabilmente più difficili per l’organizzazione. E lo ha fatto preservando la sua indipendenza e il suo carattere indipendentista, senza alcuna concessione. Paluzie merita il riconoscimento di tutti per questo grande lavoro.

Anche perché, grazie a lei, Dolors Feliu e la nuova squadra che guiderà l’Assemblea possono affrontare la nuova tappa con la strada quasi spianata. Nella prima intervista che ha rilasciato, già come presidente dell’ente, che pubblichiamo oggi su VilaWeb, in modo significativo Feliu parla principalmente del futuro e afferma che è necessario avere un orizzonte specifico per fare l’indipendenza nel breve termine, ricordando che l’ Assemblea è la garanzia, che lo vogliano i partiti o meno.

Purtroppo sappiamo tutti che la battaglia per l’egemonia tra i partiti politici si è spostata anche sulla società civile organizzata, che troppo spesso viene percepita dai partiti come un satellite strumentale, come un insieme di semplici pedine.

Su questo, ognuno ha il diritto di dire quello che vuole, ci mancherebbe, e capisco che l’ambiente tossico che aleggia in gran parte dell’indipendentismo raggiunge tutto e  tutti. Ma oggi, quando questa staffetta entrerà in vigore, vorrei sottolineare la testimonianza di ciò che vedo per strada ogni settimana, nelle conferenze che tengo, negli eventi a cui partecipo. Ed è una testimonianza tanto semplice quanto avvincente: se dietro c’è l’ANC, tutto funziona. E se non c’è, dipende. Un dibattito, un comizio, una presentazione, qualsiasi azione, se hai l’ANC alle spalle ti è garantito il minimo risultato e, di solito, molto  più del minimo. E questa capacità, distribuita su tutto il territorio, non ha eguali in nessun’altra organizzazione indipendentista.

Forse a Barcellona, ​​per le caratteristiche della grande metropoli, questo diventa più difficile da cogliere. Ma da Salses ad Alcanar  (e attendiamo di vedere quando  oserà finalmente varcare il confine imposto dagli spagnoli a sud!)  l’ANC è una macchina che il movimento indipendentista non può assolutamente perdere. Perché è ancora un’organizzazione di base  e che non è diventata  struttura da perpetuare nel tempo. Per la componente profondamente democratica. Ma anche perché è un’organizzazione che ha nomi e cognomi in ogni popolazione e questa è una delle cose che chiaramente fa la differenza.

L’ANC non è solo un acronimo, ma in molti luoghi è un imbattibile capitale umano, spesso con decenni di storia sulle spalle. Ci sono molti paesi, villaggi e città dove i volti visibili dell’ANC sono uomini e donne che per molti, molti anni si sono guadagnati il rispetto pubblico, sono stati la forza trainante di tutte le iniziative civiche in molti campi diversi, anche prima della sentenza contro lo Statuto e, quindi, dall’inizio del percorso verso l’indipendenza. Persone che mettono il prestigio personale al servizio del gruppo. Ho incontrato decine e decine di persone ammirevoli che se ora sono per l’indipendenza, è perché si sono preoccupati di risolvere i mille e uno problemi della nostra società e sono arrivate alla conclusione che le pezze non servono e che solo diventando indipendenti possiamo avere una società minimamente dignitosa per tutti.

Ed è per questo che sono convinto che una delle chiavi di questo potere locale dell’Anc sia l’elemento  volontariato, che l’assemblea ha sempre preservato. Il fatto che tutte le posizioni e tutte le attività siano volontarie è forse uno dei grandi segreti che spiegano la forza e il prestigio di questa organizzazione in così tante località.

È vero che le sue complesse regole servono a preservare la democrazia interna, e sono spesso incomprensibili dall’esterno  – ad esempio, che il membro più votato potrebbe non finire necessariamente per essere il presidente, o la necessità di cambiare tutto ogni due anni- . Ed è anche vero che negli ultimi anni ha perso associati, come riflesso dello scoraggiamento generale, come si evince dalla scarsa affluenza alle urne in queste elezioni interne. Ma penso che tutti questi siano aspetti secondari rispetto alla realtà di tutto ciò che l’Anc ha fatto e sta facendo.

Sicuramente nell’arena politica nazionale l’Anc si è inevitabilmente trovata trascinata nel fango della partigianeria, anche se mai di sua iniziativa. E immagino che per coloro che sono militanti di partito, nulla sembrerà mai abbastanza. E questo purtroppo è così. Ma so anche, perché l’ho visto di persona, che molti di questi problemi si diluiscono agli occhi delle persone nella maggior parte delle contee e delle città, vedendo cosa rappresenta l’ANC, chi è nell’ANC. E sono convintissimo che questo sia ciò che ha reso l’Assemblea il più imponente baluardo dell’indipendentismo catalano.

 

* traduzione  AncItalia

https://www.vilaweb.cat/noticies/per-que-lanc-es-el-bastio-de-lindependentisme/

 

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