Dolors Feliu subentra a Paluzie

Dolors Feliu subentra a Paluzie

 

 

José Antich  – ElNacional.cat –

Barcellona. Sabato 21 maggio 2022.

 

L’elezione questo sabato di Dolors Feliu, prestigiosa giurista, in sostituzione di Elisenda Paluzie alla guida dell’Assemblea nazionale catalana (ANC) chiude il processo di rinnovamento di una delle principali entità sovraniste del Paese fortemente impegnata nelle mobilitazioni che hanno avuto luogo in Catalogna nell’ultimo decennio. Feliu non è stato il candidato più votato  dai soci dell’organizzazione che hanno scelto, qualche settimana fa, i membri della nuova segreteria (77 segretari nazionali). Quello che ha avuto più consensi è stato Jordi Pesarrodona, l’attivista e clown che ricoprirà la vicepresidenza per il primo anno e poi passerà il testimone a Uriel Bertran, che lo sarà per i prossimi dodici mesi.

 

L’ampia vittoria di Feliu al voto per la presidenza  – 48 membri della segreteria l’hanno sostenuta contro i 16 che hanno sostenuto Pesarrodona –  è una grande spinta in un momento in cui l’Anc dovrà lavorare sodo per riconquistare il peso che aveva. È vero che può sembrare un’anomalia che colui che è stato il più votato dai soci non sia il presidente dell’ente, ma gli statuti prevedono che sia la segreteria ad eleggere il presidente/a e il vicepresidente. Da questo punto di vista, l’elezione indiretta del presidente consente un insieme di appoggi politici così come è avvenuto.

 

In ogni caso, l’ANC ha davanti a sé un percorso difficile se vuole ri-diventare un’entità con i muscoli sufficienti per far uscire l’indipendentismo dal letargo in cui è piombato in parte a causa  dei partiti politici ma, soprattutto, a causa della repressione poliziesco-giudiziaria dello stato spagnolo, che ha prodotto una grande smobilitazione. Né il momento attuale è facile con il governo spagnolo che ha ammesso di haver spiato i dirigenti indipendentisti con il sistema Pegasus e con l’offensiva giudiziaria difficile da contrastare contro la lingua catalana, la controffensiva non è stata all’altezza della durezza dello scontro. E chiaro che la mancanza di una direzione strategica ha fatto un gran danno e ha messo la politica catalana in un cerchio pericoloso.

 

Dopo il rinnovamento avvenuto anche a Òmnium Cultural, dove Xavier Antich ha raccolto il testimone da Jordi Cuixart, le due entità devono ripensare al futuro in uno scenario politico che non riguarda mobilitazioni o progetti e obiettivi del Paese, ma dove i partiti cercano, ogni uno, di imporre la propria agenda politica. Non c’è nulla che inviti all’ottimismo, ma piuttosto da motivo a preoccupazioni. Resta da vedere, tuttavia, se questa situazione attuale continuerà, o se ci sarà un cambio di copione anche se al momento nulla fa pensare che i partiti e gli enti della socità civile stiano lavorando insieme per iniziare un nuovo ciclo capace di iniettare ottimismo nella base indipendentista.

 

* traduzione  AncItalia

https://www.elnacional.cat/ca/editorial/dolors-feliu-relleu-paluzie_760956_102.html

 

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