Pegasus ha spiato quattro presidenti della Generalitat

Pegasus ha spiato quattro presidenti della Generalitat e più di sessanta politici e attivisti indipendentisti

 

La rivista The New Yorker spiega che l’attacco ai leader catalani è il più esteso perpetrato da Pegasus

 

Pere Aragones – Carles Puigdemont

 

Il settimanale The New Yorker ha pubblicato oggi un ampio servizio sulla prima pagina di “Come le democrazie spiano i suoi cittadini”, incentrato sull’utilizzo del software israeliano Pegasus da diversi paesi. Secondo questo rapporto, sarebbero stati spiati con Pegasus quattro presidenti della Generalitat, tra cui quello attuale, Pere Aragonès.Gli altri sono Quim Torra, Artur Mas e Carles Puigdemont. L’articolo ricorda che il presidente Puigdemont è un membro della commissione del Parlamento europeo che indaga su Pegasus, e che si riunirà per la prima volta domani.

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Què és Pegasus? L’eina amb què han espiat l’independentisme català

 

L’articolo/inchiesta inizia spiegando come sia stato intercettato il telefono dell’eurodeputato di Esquerra Republicana Jordi Solé, poche settimane prima di sostituire Oriol Junqueras come membro del Parlamento europeo nel giugno 2020. A quel tempo, e sulla base delle  ricerche di Citizen Lab  di Toronto, la rivista spiega che più di sessanta politici e attivisti indipendentisti sono stati spiati con Pegasus e che questo è il più grande gruppo di persone noto per aver subito una tale intrusione. Sia i politici catalani sia Citizen Lab sono convinti che lo spionaggio è stata opera del governo spagnolo. Pegasus è un software che viene venduto solo ai governi.

Pedro Sánchez és el senyor X de Pegasus i no pot restar impune- Editorial Partal

 

Per ora c’è silenzio da parte del governo spagnolo, ma ci sono già organizzazioni come Amnesty International che chiedono spiegazioni. La notizia ha sùbito suscitato reazioni di indignazione e la convocazione di un evento, domani presso la sede del Parlamento europeo dove saranno rappresentate tutte le persone spiate in questa campagna di massa.

Siamo stati spiati in modo massivo ed illegale attraverso un programma (software) che solo gli Stati possono acquistare. Politici, avvocati e attivisti vittime di questa guerra sporca che lo Stato spagnolo conduce contro una idea legittima.  #CatalanGatehttps://t.co/GcnbCst2kh

 

— krls.eth / CarlesPuigdemont (@KRLS) April 18, 2022

La impotència de sentir-se vulnerable, de sentir que tu i els teus heu estat exposats, es converteix en fermesa per seguir defensant els objectius polítics.

Res ni ningú ens farà deixar de lluitar per l’amnistia, el referèndum i la independència. Per la democràcia!

— Pere Aragonès i Garcia 🎗 (@perearagones) April 18, 2022

Repugnant. Demà faré una declaració sobre aquest espionatge massiu del govern espanyol a polítics independentistes catalans. És inexcusable que s’assumeixin les més altes responsabilitats polítiques i que el govern català reaccioni a tanta immundícia. https://t.co/vWK85kO1qe

— Quim Torra i Pla (@QuimTorraiPla) April 18, 2022

 

L’articolo afferma anche che l’avvocato Gonzalo Boye è stato oggetto di spionaggio e che sta preparando una causa internazionale per conto di diciannove soggetti spiati illegalmente. Un’altra persona intercettata è Joan Matamala, fratello di Jami Matamala, una delle persone più vicine al presidente Puigdemont attualmente in esilio. Secondo Citizen Lab già nel febbraio 2021, il computer di Matamala presentava un’infezione attiva tramite uno spyware chiamato Devils’ Tongue, sviluppato da Candiru, anch’essa un’azienda israeliana fondata da ex dipendenti della NSO proprietari di Pegasus.

Allo stesso modo, secondo Citizen Lab, tutti i deputati indipendentisti sono stati spiati usando il metodo di controllare i dispositivi delle persone intorno alle persone bersaglio. Nel caso di Puigdemont, Joan Matamala, ma anche la moglie del presidente, la giornalista Marcela Topor e il direttore dell’Ufficio del Presidente, Josep Lluís Alay. Inoltre sono stati spiati anche Clara Ponsatí, Toni Comín, Diana Riba e Jordi Solé, già citati all’inizio dell’articolo del New Yorker, e uno degli assistenti di Clara Ponsatí.

Oltre ai quattro presidenti della Generalitat spiati, la lista comprende anche due presidenti del Parlamento della Catalogna, Roger Torrent e Laura Borràs.

 

Ens persegueixen per terra, mar i aire: ens peguen quan votem, ens assetgen judicialment, ens empresonen i ara sabem que també ens espien.
Es veu que algunes finalitats justifiquen tots els mitjans… #CatalanGate
L’informe:https://t.co/q6Qr2IX9Q7
I + 👇🏽https://t.co/1Pb5fTsUtv

— Laura Borràs🎗 (@LauraBorras) April 18, 2022

La informació publicada per @NewYorker, contrastada per @citizenlab, confirma el que ja havíem denunciat, que el moviment independentista català ha estat espiat amb #Pegasus. https://t.co/sqX20orj0e

— Roger Torrent i Ramió 🎗 (@rogertorrent) April 18, 2022

 

E anche i leader di tutti i partiti indipendentisti: Elsa Artadi, Josep Rius e Albert Batet di Junts (JxC), SergiSabrià, MeritxellSerret e OriolSagreradi Esquerre(ERC), Carles Riera, Albert Botran, David Fernàndez, Anna Gabriel (CUP), David Bonvehí e Ferran Bel (PDECat) e Marta Pascal (PNC), tra l’altro. Vittima di spionaggio anche il capo della sinistra abertzale, Arnaldo Otegi.

 

La società civile, nel mirino

C’è una quantità importante di soggetti della società civile spiati. Ad esempio, la presidente dell’ANC, ElisendaPaluzie, e l’ex presidente dell’ANC e attuale leader di Junts, Jordi Sànchez, probabilmente il primo ad avere un’intrusione sul suo dispositivo mobile, subito dopo la grande mobilitazione della Diada 2015 (11.09.2015). Anche Òmnium è stata vittima di questo spionaggio, articolato attorno alla figura di Jordi Cuixart, ai suoi collaboratori e ai contatti più stretti. È il caso dell’ex vicepresidente di Òmnium Marcel Mauri, una delle persone che ha ricevuto più messaggi sul suo cellulare con collegamenti che spalancano la porta ai software dannosi. Ma anche la giornalista Txell Bonet, partner di Cuixart. Anche i membri del consiglio di Òmnium Jordi Bosch ed Elena Jiménez.

Persino imprenditori come Elies Campo, un ex-dipendente di WhatsApp che consigliò l’azienda Vocdoni, che Òmnium contrattò per rendere più efficiente il proprio sistema elettorale interno, fu vittima di spionaggio.

E ci sono pure avvocati tra le vittime dello spionaggio, con la gravità che implica il avere accesso non solo alle proprie informazioni personali, ma anche a quelle di tutti i loro clienti, proprio tutti. È il caso di Andreu Van den Eynde, avvocato di ERC e Oriol Junqueras nel processo contro il “procés”; Gonzalo Boye, avvocato di Puigdemont, Comín, Ponsatí e Puig; quello dell’ex presidente del parlamento Josep Costa, che ha anche fatto parte del team legale del presidente Puigdemont; quello di Jaume Alonso-Cuevillas e quello di un altro eminente avvocato di leader indipendentisti che rimane anonimo.

 

La llista de tots els polítics i personalitats espiats amb el CatalanGate de Pegasus

 

Il precedente del caso Torrent

La prima volta che si è avuto notizia dell’utilizo di Pegasus nei confronti di dirigenti indipendentisti catalani è stato nell’estate del 2020, quando un’indagine di Citizen Lab pubblicata da The Guardian ed El País  rivelava che Roger Torrent era stato spiato tra aprile e maggio 2019, quando era presidente del Parlamento della Catalogna. Fu una delle vittime di intrusione di cellulare a causa di una vulnerabilità di WhatsApp che il software spia sfruttò per accedere ai contenuti di migliaia di dispositivi in ​​tutto il mondo. Secondo la stessa indagine sono stati intercettati anche i telefoni cellulari del leader del ERC nel consiglio comunale di Barcellona Ernest Maragall; dell’ex deputata CUP esiliata in Svizzera Anna Gabriel, dell’attivista dell’ANC Jordi Domingo e il direttore tecnico del Consiglio per la Repubblica, Sergi Miquel Gutiérrez.

Miquel  informò la procura belga e Torrent i Maragall ha sporto denuncia presso il tribunale numero 32 di Barcellona contro l’ex direttore del CNI, Félix Sanz Roldán, in qualità di capo dei servizi segreti spagnoli nel 2019, quando i loro cellulari sono stati intercettati. La denuncia è stata messa agli atti, è sono stati denunciati anche i responsabili della società NSO.

Per ora, non ci sono prove conclusive su chi abbia usato Pegasus contro gli attivisti indipendentisti catalani. NSO ha sempre chiarito che vende questo software solo ad agenzie statali o governative, in nessun caso a utenti privati. Quindi tutti gli occhi sono puntati sullo stato spagnolo e, in particolare, sui servizi segreti. Ma l’allora ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, da cui dipendeva il CNI, negò di avere qualcosa a che fare con esso. Torrent ha rivelato nel suo libro Pegasus (Ara Llibres, 2021) una conversazione telefonica con Robles, in cui lei gli disse: “Per quanto ne so, non è stato il CNI”.

 

Tutto questo nonostante che la rivista Vice avesse pubblicato la testimonianza anonima di un ex lavoratore della NSO secondo cui lo Stato spagnolo era stato uno dei clienti dell’azienda, e nello specifico i suoi servizi centrali di intelligence. E ha aggiunto che la Spagna è stata il primo cliente europeo. I servizi di intelligence sono una delle agenzie governative che hanno appaltato il servizio Pegasus nella maggior parte degli stati, ma possono farlo anche la polizia o l’accusa. Nel caso della Spagna, a seguito del caso Roger Torrent, anche il ministero dell’Interno, in qualità di capo della polizia spagnola e della Guardia civile, ha negato di averci a che fare.

 

Migliaia di persone colpite in tutto il mondo

Con la persecuzione contro gli indipendentisti, lo stato spagnolo è entrato nella lunga lista di stati che sono clienti della NSO e che utilizzano Pegasus per spiare le attività relative ai diritti umani, ai politici dell’opposizione, ai giornalisti, agli uomini d’affari, ai diplomatici, ai leader sindacali… Sono migliaia le vittime in decine di paesi in tutto il mondo. Uno dei paesi con più numeri di telefono inseriti nell’elenco dei 50.000 denunciato dal gruppo Forbidden Stories, la scorsa estate, è il Messico con oltre 15.000 numeri di giornalisti, politici, leader sindacali e oppositori al governo. Sono numerose le intercettazioni anche nella penisola arabica, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Yemen. Sono stati trovati numerosi giornalisti indiani, tra cui Siddarth Varadarajan fondatore di The Wire, uno dei media che denunciò l’affare, e altri giornalisti di diversi paesi, come Szabolcs Panyi giornalista investigativo ungherese che pubblicò la fuga di notizie.

Inoltre, The Guardian ha riferito che il governo di Viktor Orbán in Ungheria ha utilizzato lo strumento per prendere di mira avvocati, oppositori politici e giornalisti. Nelle dichiarazioni a The Guardian, il governo ungherese ha negato qualsiasi spionaggio, ma l’analisi del telefono di Panyi ha mostrato che è stato infettato più volte durante sette mesi del 2019, spesso poco dopo aver richiesto dichiarazioni a funzionari del governo.

L’analisi di Amnesty International ha anche trovato prove che il software sia stato installato sui telefoni cellulari della moglie e fidanzata del giornalista del Washington Post, Jamal Khaix oggi ucciso all’interno del consolato saudita a Istanbul nell’ottobre del 2018 da un commando che aveva viaggiato espressamente dall’Arabia Saudita, presumibilmente con l’intenzione di convincerlo a tornare nel Paese, poiché viveva in esilio negli Stati Uniti.

 

Come funziona il software “dannoso”.

Il cosiddetto software “dannoso” può essere acquistato solo dai governi statali o dalle forze di sicurezza. Sfruttando le vulnerabilità dei sistemi di sicurezza del telefono, viene introdotto per spiare tutti i suoi contenuti. Può farlo attraverso una chiamata a cui non è nemmeno necessario rispondere – a volte non viene nemmeno ricevuta – con un link inviato via SMS, un’e-mail o meccanismi simili. La tecnica più comune consiste nell’inviare un messaggio mascherato al bersaglio chiedendo cliccare su un link.

Una volta all’interno del dispositivo, Pegasus ha la possibilità non solo di accedere all’applicazione attraverso la quale è attivato, ma anche di attivare di nascosto il microfono e la fotocamera, oppure di accedere a file, più applicazioni e reti social. Quando inizia il processo di spionaggio, il server invia le informazioni raccolte ai client.

 

* traduzione  AncItalia

 

https://www.vilaweb.cat/noticies/pegasus-ha-espiat-tres-presidents-de-la-generalitat-i-mes-de-seixanta-politics-independentistes/

 

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