Puigdemont arrestato in Sardegna

Puigdemont arrestato in Sardegna

 

 

David Carretta   IlFoglio      

 

L’ex presidente della Catalogna era ad Alghero per partecipare all’assemblea degli amministratori indipendentisti sardi. Ha passato la notte in carcere. Se il suo fermo venisse confermato, l’Italia rischierebbe una crisi legale con l’Ue

 

L’ex presidente della Catalogna e deputato europeo, Carles Puigdemont, ieri sera è stato arrestato ad Alghero, dove era arrivato da Bruxelles per partecipare all’evento AdiFolk e all’assemblea degli amministratori locali indipendentisti sardi. Puigdemont è stato fermato all’aeroporto dalla polizia di frontiera e ha trascorso la notte in carcere, in attesa di comparire questa mattina davanti al Tribunale di Sassari. Tra i collaboratori di Puigdemont c’è grande stupore. La scorsa settimana Clara Ponsatí, un’altra eurodeputata indipendentista catalana per la quale la Spagna ha emesso un mandato d’arresto europeo e la cui immunità è stata sospesa dal Parlamento europeo, era stata ad Alghero senza nessun problema. L’ex presidente catalano ha partecipato a un evento a Parigi. Secondo fonti indipendentiste, al suo arrivo Italia Puigdemont sarebbe stato fermato da poliziotti in borghese.

 

Se le autorità giudiziarie italiane confermeranno il fermo, o se dovessero eseguire il mandato d’arresto europeo emesso dalla Corte suprema spagnola contro di lui nel 2019, rischierebbe di scoppiare un’enorme crisi legale tra l’Italia e l’Unione europea. Il 9 marzo scorso il Parlamento europeo ha sì revocato l’immunità di Puigdemont, Ponsatì e di un terzo deputato indipendentista, Toni Comin. Ma di fatto i tre non possono essere arrestati a seguito di una decisione della giustizia europea. In un’ordinanza del 30 luglio, il Tribunale dell’Ue ha confermato la revoca dell’immunità da parte del Parlamento europeo, ma solo perché ha ritenuto non ci fosse urgenza a seguito delle garanzie che aveva fornito la Spagna. In effetti, le autorità di Madrid hanno dichiarato che il mandato d’arresto e la sua esecuzione erano sospesi, in attesa di una sentenza definitiva della Corte di giustizia europea su un altro caso legato a un’indipendentista catalano per il quale il Belgio ha negato l’estrazione. Secondo El Mundo, ora le autorità giudiziarie spagnole sperano che Puigdemont venga comunque estradato dall’Italia in Spagna.

Sia sul piano politico che su quello legale, l’arresto potrebbe fare il gioco di Puigdemont. L’ex presidente catalano era in difficoltà dopo la liberazione dei “prigionieri politici” indipendentisti, tra cui l’ex vicepresidente Oriol Junqueras, e le aperture del primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez. L’arresto ad Alghero rimette Puigdemont al centro dell’attenzione. I leader del Partito popolare, di Ciudadanos e di Vox hanno subito chiesto che l’ex presidente della Generalitat sia estradato in Spagna per essere processato, senza che gli sia concesso l’indulto. Sánchez sarà sotto pressione, dopo aver avviato il suo dialogo, compreso un indulto. Puigdemont può rilanciare la sua causa anche a livello di giustizia europea. Nella sua ordinanza del 30 luglio, il vicepresidente del Tribunale dell’Ue riconosce a Puigdemont la possibilità di ricorrere di nuovo per far sospendere la revoca dell’immunità da parte del Parlamento europeo “in caso di arresto” da parte di “una autorità di esecuzione di uno stato membro o di messa in opera di una procedura volta a consegnarlo alle autorità spagnole”. Se l’Italia dovesse trattenere in carcere o estradare in Spagna Puigdemont, “violerebbe il diritto dell’Ue”, dice al Foglio uno dei suoi consiglieri.

 

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