L’odore della sconfitta inonda improvvisamente la corte di Madrid

L’odore della sconfitta inonda improvvisamente la corte di Madrid

 

Sotto la pressione sempre più evidente dell’Unione Europea, la Spagna si sente improvvisamente disarmata e crede che non sarà in grado di rallentare il processo della Catalogna verso l’indipendenza.

 

Vilaweb.catVicent Partal – 06.06.2021

 

Manuel Marchena, magistrato del Tribunale Supremo

Una combinazione di fattori ed eventi ha portato a un improvviso e chiaramente visibile cambiamento di umore nel conflitto tra la Catalogna e la Spagna. L’inaspettato ritorno dell’immunità ai tre eurodeputati catalani e l’approvazione, per ora solo in commissione, ma già in modo molto chiaro, della relazione del Consiglio d’Europa che chiede la liberazione dei prigionieri e la fine di ogni forma di repressione contro il referendum del 1° ottobre hanno provocato un vero e proprio sconvolgimento emotivo, soprattutto a Madrid. Sono abbattuti. Il pessimismo ha improvvisamente preso il sopravvento nella corte imperiale. Pessimismo, sensazione di sconfitta e nervosismo che non riescono più a occultare.

Siamo rimasti tutti sbalorditi, ad esempio, quando abbiamo visto il comunicato stampa del ministero degli Esteri spagnolo secondo cui il Consiglio d’Europa dava ragione …alla Spagna!. Quando devi fare cose ridicole come questa, o devi nascondere le notizie sfavorevoli come hanno fatto la maggior parte dei giornali spagnoli relativamente a questa questione o al ripristino dell’immunità per il presidente Puigdemont e i consiglieri Comín e Ponsatí, significa che vedi tutto molto male. Così male che non riesci neanche a pensare che ti stai rendendo ridicolo.

In pratica, leggere la loro stampa in questo fine settimana è stato molto istruttivo per me. I più emotivi e disperati stavano già dipingendo tutto di nero scuro, molto, molto scuro. Ad esempio, “La Razon” in un articolo intitolato “Andiamo nudi”, afferma che “Puigdemont non è Konrad Adenauer, ma fa comunque capire come si sta aprendo il mare per il suo ritorno in Catalogna”. Il presidente tornò in Catalogna (nei territori catalani della Francia) nel febbraio 2020 e l’immagine del mare aperto mi sembra troppo messianica e melodrammatica, ma queste sono sfumature da puntiglioso che mi scuserete.

“El Mundo”, invece, è andato ancora oltre e ha provocato un piccolo terremoto con un articolo intitolato “Il ritorno di Puigdemont” , in cui l’articolista dice di aver parlato con un “giudice importante” – e le mie fonti dicono che è vero, e che è molto, molto importante… – e il giudice, anche in modo molto melodrammatico, ha detto che vede inarrestabile il ritorno di Puigdemont e la proclamazione della repubblica catalana. Perché, afferma, le decisioni europee e le azioni del governo Sánchez hanno lasciato la Spagna “disarmata”.

Più emotivamente contenuta, che in qualche modo si deve notare che il giornale si fa a Barcellona, ​​“La Vanguardia” apriva ieri con un articolo per giustificare gli indulti e sosteneva la tesi che il governo spagnolo non ha altra scelta che concederli perché non può più resistere alle pressioni dell’Unione Europea. L’ultima frase dell’articolo non potrebbe essere più chiara. Secondo il quotidiano della famiglia Godó fedele alla monarchia, nel palazzo della Moncloa è stato detto che “fuori dai nostri confini è chiara la percezione che bisogna risolvere la situazione”.

 

La frittata si è capovolta

Questi sono solo tre esempi, ce ne sarebbero molti, che illustrano come, all’improvviso, la frittata si è capovolta e la Spagna sta cominciando a vedere una fine per il processo di indipendenza della Catalogna che non vorrebbe vedere. La vittoria alle elezioni con il 52% dei voti, la riconferma in un governo indipendentista nonostante tutte le divisioni seminate e provocate, le vittorie inappellabili dell’esilio e la denuncia delle istituzioni internazionali – dopo l’ONU, ora il Consiglio Europeo – sembrano aprire un nuovo scenario, davvero importante: quello della Spagna disarmata, per usare la definizione di uno dei cronisti più angosciati.

Non vanno errati e, nonostante l’eccesso letterario, questa è una notizia che dovrebbe darci conforto. Quando la Spagna disegnò il modo di affrontare il processo di indipendenza in Catalogna, commise l’errore madornale di esternalizzare la risposta nelle mani della giustizia. Se ora sono costretti ad abbassare le pene per il reato di sedizione, in quanto si tratta di un reato incomprensibile in Europa, se sono costretti a rilasciare i prigionieri che hanno condannato con l’inganno e se non hanno altra scelta che accettare che il presidente che proclamò l’indipendenza possa tornare libero e possa fare politica senza poterlo toccare, posso capire che si sentano disarmati e si chiedano come possono fermare l’indipendenza. Perché già allora non osarono invocare il reato di ribellione nel processo del Tribunale Supremo. E se ora la sedizione è così limitata che non potrebbe nemmeno portare nessuno in prigione e i politici catalani possono mostrare la loro vittoria europea e dimostrare che avevano ragione fin dal primo giorno, è normale che la Spagna si chieda cosa farà dopo. Come può fermarci se rimane disarmata, se l’Unione Europea non gli permette di fare oggi quello che gli ha permesso di fare nel 2017?

Vedremo…

 

* traduzione  Àngels Fita – AncItalia

https://www.vilaweb.cat/noticies/lolor-a-derrota-inunda-de-sobte-la-cort-de-madrid/

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