Il lawfare dello stato spagnolo contro la Catalogna

Il lawfare dello stato spagnolo contro la Catalogna arriva all’OSCE grazie all’ANC

 

 

La persecuzione dell’indipendentismo da parte dello stato spagnolo è arrivato all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) grazie all’Assemblea Nacional de Catalunya (ANC, associazione indipendentista della società civile catalana, ndt).

 

Marc Gonzàlez    Elnacional.cat     27 aprile 2021

 

L’entità indipendentista lo ha fatto per mezzo di tre suoi segretari, Carles Fité, Erika Casajoana e Bàrbara Roviró, i quali hanno denunciato gli effetti della giudiziarizzazione del ‘procés’ (con questa espressione si intende l’insieme degli avvenimenti volti a raggiungere e il diritto all’autodeterminazione e l’indipendenza del popolo catalano, ndt) nella conferenza ‘Supplementary Human Dimension Meeting – Democratic Law-Making’: Ensuring Participation’ (‘Legislazione democratica: assicurando la partecipazione’) svoltasi il 26 e 27 aprile. Nell’occasione essi hanno anche invitato gli esperti dell’OSCE a visitare la Catalogna e a conoscere la situazione personalmente.
Fité ha denunciato l’incremento dell’uso del lawfare (con questa parola si intende l’uso illegittimo del Diritto per danneggiare un avversario, ndt) da parte delle autorità spagnole a partire dall’1-O (1 ottobre 2017, giorno del referendum non autorizzato sull’indipendenza, ndt). «Hanno dato avvio a un’ondata di persecuzione politica contro attivisti della società civile e rappresentanti eletti democraticamente», ha sottolineato. E ha aggiunto: «Il potere giudiziario spagnolo ha interferito nell’attività parlamentare catalana, abolendo leggi e annullando risoluzioni relative a diritti sociali, economici, civili e politici approvate dalla Camera catalana».

La carcerazione di Carme Forcadell
Erika Casajoana a sua volta ha denunciato la repressione spagnola nei confronti della ex presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell: «Nonostante gli appelli per la libertà lanciati da organizzazioni internazionali come il Gruppo di lavoro sulla Detenzione arbitraria delle Nazioni Unite e Amnesty Internacional, Carme Forcadell ha trascorso due anni di carcere in custodia cautelare e nel 2019 è stata condannata a undici anni e sei mesi di prigione per aver permesso un dibattito parlamentare sull’indipendenza».
Da ultimo Bàrbara Roviró ha esposto i casi di censura e di persecuzione relativi alla sfera digitale. «Dal 2017 le autorità spagnole limitano la capacità delle organizzazioni della società civile in Catalogna di svolgere le proprie attività ricorrendo al lawfare e riducendo il diritto alla libertà d’espressione e alla partecipazione pubblica»ha rimarcato.

Così come la entità stessa ha ricordato, l’ANC partecipa regolarmente alle conferenze dell’OSCE sui diritti umani «allo scopo di fare interventi e presentare dossier per denunciare le violazioni dei diritti umani da parte delle istituzioni spagnole nei confronti del popolo catalano».

Che cos’è l’OSCE?

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa è una organizzazione internazionale formata da 57 stati che ha lo scopo di mediare fra i paesi in faccende relative alla prevenzione e gestione di conflitti.
È riconosciuta come organismo regionale in base al capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite ed è formata da tutti i paesi della UE, dalla Russia, dai paesi dell’Asia centrale, da Mongolia, Stati Uniti e Canada.

* traduzione Raffaella Paolessi
https://www.elnacional.cat/ca/politica/lawfare-estat-catalunya-osce-assemblea_604583_102.html

 

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