La Catalogna, la Russia e la doppia morale dell’Unione europea e della Germania

La Catalogna, la Russia e la doppia morale dell’Unione europea e della Germania

 

 

Prof. Dr. Axel Schönberger – Brema – Germania – 6 febbraio 2021

Axel Schönberger (Francoforte, 1963) è traduttore, scrittore ed editore tedesco, specializzato in romanistica e latino

 

 

 

 

 

«Perché osservi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire a tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello» (Mt. 7:3-5).

 

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha descritto come «lontana da ogni stato di diritto» la decisione di un tribunale russo di commutare la pena sospesa inflitta all’oppositore russo Alexey Nawalny in una pena di due anni e otto mesi di carcere. Molti politici tedeschi ed europei hanno fatto lo stesso.

Perché restarono zitti tutti quelli che ora criticano la sentenza del tribunale russo quando, violando i diritti umani e la stessa legge spagnola, la Corte Suprema della Spagna condannò i membri illegalmente deposti del governo catalano e una presidente del Parlamento catalano, nonché i leader della società civile catalana, a lunghe pene detentive nell’ottobre 2019?

Avevano tenuto un referendum in Catalogna in conformità con la legge spagnola e il diritto obbligatorio delle Nazioni Unite, la cui partecipazione non era punibile ai sensi del diritto spagnolo, sebbene il governo spagnolo lo avesse dichiarato ‘illegale’ contravvenendo la legislazione spagnola applicabile. Secondo gli standard dello Stato di Diritto, non è stato possibile dimostrare che i catalani condannati fossero penalmente colpevoli. E’ stato inoltre negato loro il diritto a un processo di primo grado dinanzi al tribunale legalmente competente, che in qualsiasi Stato di Diritto avrebbe comportato la nullità del verdetto. Sono stati invece condannati in prima e unica istanza —essendo già questo una grave violazione dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione spagnola e dal corrispondente diritto umano al tribunale competente e ai due gradi previsti dalla legge— da un tribunale che non era competente secondo la legge spagnola, a pene di prigione di molti anni, contro le quali non è stato possibile presentare alcun ricorso:

Oriol Junqueras: 13 anys                                                  
Jordi Turull: 12 anys
Raül Romeva: 12 anys
Dolors Bassa: 12 anys
Carme Forcadell: 11 anys, 6 mesos
Joaquim Forn: 10 anys, 6 mesos
Josep Rull: 10 anys, 6 mesos
Jordi Sànchez: 9 anys
Jordi Cuixart: 9 anys

Altri tre catalani sono stati pesantemente multati e politicamente imbavagliati con un divieto parziale.

Questa è la Spagna! Questa è l’Unione Europea che guarda e tace. Chi tace è d’accordo. La cancelliera tedesca Angela Merkel rimase in silenzio, come tutti i leader degli Stati europei e dell’Unione Europea. Attraverso il suo portavoce fece sapere, già nella fase iniziale della repressione, che la Spagna aveva ‘leggi dure’ rispetto alla persecuzione penale dei politici catalani e basta.

Che le accuse e le condanne non avevano alcun fondamento nel diritto spagnolo, ma rappresentavano un’arbitrarietà senza precedenti che infrangeva la legge nazionale spagnola e il diritto obbligatorio delle Nazioni Unite, che i tribunali di diversi paesi europei, il più recente in Belgio, hanno messo in evidenza la ingiusta giustizia spagnola che non può considerarsi in alcun modo costituzionale rispetto al conflitto in Catalogna, che il Gruppo di Lavoro contro la Detenzione Arbitraria delle Nazioni Unite, dopo accurato esame, qualifichi le detenzioni dei politici catalani come arbitrarie e inammissibili chiedendo il loro immediato rilascio e l’avvio di indagini penali contro i funzionari responsabili di queste detenzioni illegali, non ha meritato alcun commento da parte della cancelliera Angela Merkel e dei rappresentanti dell’Unione Europea. A quanto pare, a loro non interessa che la Spagna condanni illegalmente dei politici irreprensibili a molti anni di carcere senza alcuna base legale, mentre si denuncia con grande pubblicità una condanna di due anni e otto mesi per un oppositore russo.

Chi ignora, minimizza, tollera e copre deliberatamente le azioni manifestamente illegali della magistratura spagnola e dello Stato spagnolo contro la Catalogna e rappresentanti di spicco del popolo catalano, non sembra credibile quando denuncia a pieni polmoni presunte azioni illegali della magistratura su scala molto più piccola in un altro stato percepito come un concorrente in termini geopolitici. Chiunque coltivi ovviamente questa doppia morale deve affrontare l’accusa biblica di ipocrisia e diventa inaffidabile. Il presidente catalano ed europarlamentare Carles Puigdemont, deposto dalla Spagna nell’ottobre 2017 in violazione della Legge organica spagnola, ha richiamato più volte l’attenzione dell’Unione Europea proprio su questo punto.

E ora, il 5 febbraio 2021, il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Serguei Viktorovich Lavrov, ha evidenziato con sufficienza rivolgendosi all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell i Fontelles, che l’Unione Europea tollerava silenziosamente la detenzione, ovviamente illegale, dei prigionieri politici catalani in Spagna ma tuttavia si permetteva di lanciare, con una evidente doppia morale, accuse contro la giustizia russa per aver imposto una pena di carcere.

Non è l’unica volta chi i rappresentanti di altri Stati lanciano accuse di doppia morale l’Unione Europea che, purtroppo, sono totalmente vere su questo caso. Sarebbe interessante vedere se i media di comunicazione europei informeranno su questo incidente in forma equilibrata, obiettiva e, in particolare, senza omissioni. Il fatto che la Cina, per esempio, contrapponga in un video propagandistico la brutalità delle autorità statali spagnole contro i pacifici catalani con la rinuncia alla violenza dei poliziotti cinesi di fronte a dei manifestanti apparentemente aggressivi, presentata come civilizzata per dimostrare al mondo che la Cina affronta queste situazione con più calma rispetto a uno stato membro dell’Unione Europea, è passato finora in gran parte inosservato sulla stampa europea. L’Europa tace e guarda.

Tuttavia, l’Unione Europea sta perdendo la sua credibilità morale, sia interna che esterna, per il tradimento dei propri valori fondamentali e dei diritti umani nel conflitto tra la Spagna e la Catalogna, e sta perdendo l’alto prestigio di cui godeva nel mondo fino a tempi recenti. Si continua a permettere che la Spagna violi i diritti umani, perderà anche la sua ragion d’essere a lungo termine e si disintegrerà. L’ipocrisia e il silenzio tollerante, il disprezzo per i diritti umani di milioni di cittadini europei catalani, stanno erodendo le fondamenta dell’Unione Europea e danneggiando irresponsabilmente il processo di unificazione. Nello specchio che il Ministro degli Affari Esteri russo rivolse all’Unione Europea il 5 febbraio 2021, si è vista la brutta smorfia del cinico disprezzo per i diritti umani del popolo catalano. L’intenzione del ministro russo non era quella di mostrare solidarietà all’oppresso popolo catalano. Tuttavia, le sue parole hanno espresso chiaramente ciò che si pensa della Spagna e dell’Europa nel mondo, portando così la vergogna dell’Unione Europea all’attenzione del mondo intero.

Per quanto tempo ancora, Europa, resterai in disparte e guarderai dall’altra parte?

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Addendum del 6 febbraio 2021: Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (F.A.Z.) del 6 febbraio 2021, pàg. 2, offre un esempio di informazione poco seria sul caso. Thomas Gutschker e Friedrich Schmidt dicono:

«Piuttosto, il Ministre di Affari Esteri russo ha contrattaccato. La spagna ha condannato i separatisti catalani a lunghe pene di carcere, ma le autorità giudiziarie in Germania e in Belgio hanno chiesto a Madrid di revocare queste “decisioni politicamente motivate”. Ma non è così: i tribunali hanno vietato l’estradizione solo perché le persone in questione sono state condannate per reati non coperti dal mandato di arresto europeo. La Spagna ha insistito sull’indipendenza della sua magistratura, concluse Lavrov, e il suo paese chiede lo stesso. “Non dubitate delle decisioni prese dalla nostra magistratura!”» (traduzione dal tedesco).

Questa informazione è oggettivamente errata. O gli editori del F.A.Z. non hanno indagato secondo le regole del giornalismo o sono decisamente mal informati, oppure conoscono i fatti e li comunicano in modo errato. Se si limitano a scrivere falsità o mentono conoscendo la decisione del tribunale belga e la decisione dell’organo competente del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, solo loro stessi possono saperlo.

Faccio le seguenti osservazioni:

1r – Il Ministro degli Affari Esteri russo non ha parlato di «autorità giudiziarie», ma si è riferito alle decisioni definitive dei tribunali statali di Germani e Belgio, che sono sempre disponibili per una ricerca seria della stampa.

2n – In secondo luogo, un tribunale belga ha stabilito che l’estradizione del ministro catalano Lluís Puig i Gordi, deposto dalla Spagna, era esclusa perché, tra le altre ragioni, le dichiarazioni pubbliche di pubblici ministeri, giudici e politici di alto rango spagnoli hanno gravemente vulnerato il diritto alla presunzione d’innocenza nel procedimento penale e, pertanto, anche la «Direttiva (UE) 2016/343 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che rafforza (nel processo penale) alcuni aspetti della presunzione d’innocenza e del diritto di essere presenti al processo». Nella sentenza finale, il tribunale belga ha fatto anche pieno riferimento a una decisione di un organo sussidiario delle Nazioni Unite supervisionato dal Consiglio dei Diritti Umani, cioè, il Gruppo di Lavoro contro la Detenzione Arbitraria (GTDA):

Nazioni Unite — Diritti Umani — Ufficio dell’Alto Commissario: Pareri adottati dal Gruppo di Lavoro sulla Detenzioni Arbitraria nell’84° periodo di sessioni:

– Parere 6/2019 (Espanya): A/HRC/WGAD/2019/6

– Parere 12/2019 (Espanya): A/HRC/WGAD/2019/12

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto questo organo come suo analogo internazionale. La detenzione dei prigionieri politici catalana in Spagna fu considerata arbitraria e illegale nelle due decisioni del 84° periodo di sessioni di questo organo dell’ONU, e chiedeva allo Stato spagnolo di rilasciare i prigionieri politici arrestati, indennizzandoli adeguatamente e di avviare un’inchiesta penale contro i responsabili di questi arresti arbitrari. La Corte belga ha inoltre confermato con una sentenza di primo grado che i mandati di arresto europei erano state emesse da un tribunale che non era competente secondo la legislazione spagnola e, pertanto, erano nulli. Si trattava dello stesso tribunale che aveva condannato a lunghe pene di carcere i politici catalani senza avere giurisdizione secondo la legislazione spagnola. Pertanto, il rapporto del F.A.Z. è palesemente errato per quanto riguarda la sentenza belga. Non si tratta, dunque, del fatto che i presunti reati non si trovino nel catalogo ai sensi del mandato d’arresto europeo. Nel caso del presidente catalano in esilio, Carles Puigdemont, un tribunale tedesco si è pronunciato sulla questione e ha stabilito che l’estradizione non era procedente per l’accusa principale, mentre invece era possibile per l’accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici (il cui contenuto non poteva essere esaminato dai tribunali tedeschi). Tuttavia, la Spagna ritirò il mandato d’arresto europeo contro il presidente catalano in esilio e rinunciò all’estradizione per la sola seconda accusa.

3r – Oppure il F.A.Z., con certa mala prassi giornalistica, non rispetta il principio di presunzione di innocenza o ipotizza che i tribunali spagnoli si fossero già pronunciati sui politici catalani la cui estradizione era richiesta prima del processo. Come possiamo capire, altrimenti, il testo scelto: «I tribunali soltanto avevano rifiutato l’estradizione perché gli interessati era stati condannati per fatti non contemplati nel mandato d’arresto europeo»? Le persone colpite dal mandato non sono state mai condannate, il diritto umano della presunzione di innocenza si applica ancora per loro. La falsa informazione del F.A.Z. …. viola i diritti di queste persone, che vengono così falsamente tacciate di presunti delinquenti condannati, e costituisce una grave violazione di una norma essenziale del Codice del Consiglio della Stampa Tedesca. Se questa falsa accusa è conferme anche ai reati previsti nel Codice Penale tedesco (§ 186 e segg.) dovrà essere chiarito, nel caso, dalle autorità competenti. Gli interessati farebbero bene a presentare una denuncia penale in questo caso e, allo stesso tempo, a presentare una denuncia al Consiglio della Stampa tedesca.

Il fatto che il F.A.Z.  ancora non abbia imparato che in tedesco si chiama «katalanisch» e non «katalonisch» è, certamente, una vergogna intellettuale.

Come possiamo giudicare un articolo così grottesco? In nessun caso potrà chiamarsi ‘vero’, ‘serio’ e ‘obiettivo’!

 

* traduzione  Àngels Fita – AncItalia

https://www.change.org/p/carles-puigdemont-solidaritat-amb-catalunya-pel-dret-a-l-autodeterminaci%C3%B3-pac%C3%ADfica/u/28501674

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