Discorso di ringraziamento per il premio Carles Riba

 

DISCORSO DI RINGRAZIAMNENTO PER IL PREMIO CARLES RIBA

AL TEATRE NACIONAL DE CATALUNYA             

 

Miquel Desclot (Barcellona, ​​1952) è stato il vincitore del Premio Carles Riba per la poesia per il libro Despertar-me quan no dormo [Sono sveglio quando non dormo, ndr]. Poeta e traduttore di riferimento e prestigio, e con una lunga carriera, è anche autore di letteratura per bambini e per ragazzi. Ha tradotto Defoe, Melville, Roald Dahl, Blake, Prévert, Petrarca e Shakespeare. Durante la consegna dei premi letterari della Notte di Santa Lucia, convocati da Òmnium, Desclot ha letto un discorso duro e toccante.

 

Quando ero giovane, cinquant’anni fa, pensavo che questo premio fosse per gente anziana e allora non mi ci sono presentato. Quando sono diventato più grande ho cambiato idea, e ora pensavo che i premi fossero una cosa per giovani, quindi di nuovo non mi ci sono presentato. Ma ecco che alla fine mi ci sono presentato. Questo per dire che se mi sono deciso a farlo, è stato perché ho ceduto all’amabile pressione di un giovane scrittore che, oltre ad essere giovane, è mio figlio. Dovrei dire, quindi, che in ultima analisi è lui il responsabile della mia presenza qui oggi. E devo dirgli: grazie. Così come ringrazio a coloro che ora hanno avuto fiducia in questo libro. Viviamo in un periodo turbolento che non sembra molto favorevole alla poesia lirica.

Innanzitutto siamo fortemente minacciati da un virus che ci rinchiude in casa perché vorrebbe ucciderci per asfissia.

Poi ci minaccia non meno duramente un altro virus che ci rinchiude in prigione perché non osa fare quello che vorrebbe fare davvero, cioè fucilarci.

E poi, siamo feriti mortalmente da un terzo virus che ci rinchiude nella prigione della nostra stessa miseria di popolo, piuttosto di unirsi per la libertà, preferisce una schiavitù infangata in una ignominiosa lite continua . Devo dire che quello che mi terrorizza di più è questo terzo virus.

E mi fa venire i brividi pensare che avremo un vaccino solo per il primo. Contro questo deplorevole panorama virale, la poesia non ha più potere curativo degli antibiotici. Per fortuna, la poesia non ha niente a che fare con l’auto-aiuto: non ci guarisce. Però ci cura: Carner, o Beethoven, per nominare due nomi che commemoriamo quest’anno immemorabile, non avevano lo scopo di guarirci di nulla, ma erano immensi creatori di emozioni. E l’emozione è il vero carburante dell’anima, così come il cibo lo è della carcassa. Se vogliamo che l’anima sopravviva a tante pandemie, è meglio nutrirla bene.

Voglio concludere ricordando tutte le vittime di questi virus: i malati e i morti a causa del primo; gli imprigionati ed esiliati, a partire dal presidente di Òmnium, vittime del secondo; ed, infine, tante persone in buona fede che sono state vergognosamente tradite dal terzo.

                                                   Miquel Desclot – 15 dicembre 2020

 

* traduzione  Claudia Daurù

https://www.vilaweb.cat/noticies/miquel-desclot-si-hi-hagues-unitat-el-virus-de-la-repressio-no-faria-tant-de-forat/

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