Il Tribunale del Lussemburgo ascolta l’Assemblea e il Consiglio della Repubblica

Il Tribunale del Lussemburgo ascolta l’Assemblea e il Consiglio della Repubblica dopo il veto della Commissione Europea alla ‘Iniziativa Ciutadana Europea’

 

Corte Europea di Giustizia

 

Assemblea Nacional catalana – 10.12.2020

 

Giovedì scorso, alle 9:30, ha avuto luogo la prima audizione (“hearing”) del ricorso presentato dall’Assemblea Nacional Catalana (ANC) e dal Consiglio della Repubblica alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in Lussemburgo, contro la mancata ammissione della Iniciativa Ciutadana Europea intitolata “Diritti dell’Unione, diritti delle minoranze e democratizzazione delle istituzioni spagnole” da parte della Commissione Europea nel luglio del 2019.

La Iniciativa Ciutadana Europea (ICE), presentata da ANC e dal Consiglio nel maggio del 2019, ha come obiettivo quello di chiedere alla Commissione Europea che attivi i meccanismi di controllo in merito ai rischi sistemici nello stato di diritto in Spagna, a fronte delle gravi violazioni dei diritti fondamentali.

L’iniziativa intende mostrare che queste violazioni non sono sporadiche ma generalizzate, che sono sorte con il processo politico di emancipazione che la Catalogna sta vivendo e che hanno rivelato difetti e rischi sistemici dello Stato spagnolo che violano i diritti fondamentali riconosciuti dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani e raccolti nel Trattato di Lisbona.

L’iniziativa ICE sottolinea la mancanza di rispetto dei diritti delle minoranze, la politicizzazione delle alte corti, l’inesistenza di contrappesi in quest’ultime, l’assenza di rispetto nell’applicazione diretta di norme e principi ispiratori dell’Unione Europea, l’uso distorto da parte dello Stato di vari meccanismi di cooperazione legale tra gli Stati membri, la violazione dei diritti civili e politici delle minoranze e dei loro rappresentanti, la sistematica violazione di certi diritti senza i quali una società difficilmente può essere definita pienamente democratica. L’argomento usato dalla Commissione per respingere l’ICE è che non vi siano i requisiti per ammettere un ICE con queste caratteristiche; alla Commissione ritengono che non sia stato chiesto di proporre un atto legislativo. Dal punto di vista dell’ANC e del Consiglio, questa risposta della Commissione non è conforme alla normativa dell’Unione europea. Pertanto, l’avvocato Gonzalo Boye che rappresenta l’ANC e il Consiglio ha argomentato che ciò che l’ICE richiede è un atto giuridico e che questo, come stabilito dall’articolo 288 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, include atti legislativi ma anche decisioni, raccomandazioni e pareri. Gonzalo Boye ha affermato dinanzi alla Corte che la Spagna ha un problema con le minoranze nazionali come quella catalana e che l’argomento formale è un espediente per non andare a fondo della questione. Inoltre ha spiegato loro che, in caso di rigetto del ricorso, ANC e il Consiglio per la Repubblica ripresenteranno l’Iniziativa nei termini indicati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e che se sarà ancora respinta dalla Commissione, tra un anno saremo di nuovo davanti alla Corte con un nuovo ricorso. Ciò significa che esiste giurisprudenza per casi simili, come attualmente il caso dell’iniziativa Minority SafePack, volta alla difesa dei diritti delle minoranze in tutta l’UE, inizialmente respinta dalla Commissione, che si pensa possa definire un precedente per una risoluzione favorevole dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea.

 

           * Traduzione Gaia Dolfi e Claudia Daurù

https://assemblea.cat/el-tribunal-de-luxemburg-escolta-lassemblea-i-el-consell-per-la-republica-despres-del-veto-de-la-comissio-europea-a-la-iniciativa-ciutadana-europea/

 

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