La guerra dello Stato spagnolo contro la Catalogna non si ferma

La guerra dello Stato spagnolo contro la Catalogna non si ferma

 

pubblicato Ramón Cotarelo

Posted: 29 Oct 2020

 

La scoperta delle motivazioni del nuovo raid della Guardia Civil pretoriana ha fatto scoppiare le prese in giro nella rete, con dei meme geniali. Il romanzo di Russian Connection con il proprio triennio. Il ministro della Difesa, la Sig.ra De Cospedal scopriva nel 2017 che il presidente catalano

Puigdemont era, in effetti, la temibile spia russa detta “Cipollino” (come a dire “cipolletta” in italiano). Lo stesso anno, un trio di esperti (spagnoli) in spionaggio, guerra digitale, ecc. è comparso davanti a una commissione del Parlamento britannico per dimostrare che c’era stata una dicisiva influenza russa sui risultati del referendum catalano del 1 di ottobre del 2017. (La trovate in questo delizioso video su YouTube). La signora Mira Milosevich (Royal Elcano Institute), e i signori David Alandete (El País) e Borja Las Heras (ECFR, non so cosa sia) hanno ammesso di no, di non avere alcuna prova.

 

E, poiché questi esperti non avevano prove delle loro accuse di interferenza russa in Catalogna, la Guardia pretoriana ha deciso di trovarne e lo fa nello spirito con cui cercò le urne catalane (senza trovarle). Porta un’ordinanza del tribunale perché ha trovato un giudice che crede alla storia del Cipollino e della Russian Connection. La Guardia pretoriana chiarisce le sue intenzioni politiche etichettando la sua operazione “Operazione Volkhov”, in onore della fascista Divisione Blu e quindi, procede anche ad arrestare gente, all’improvviso, in der Nacht und Nebel, come fecero i nazisti.

 

La burla e le risate nella rete sono salutari, ma non dobbiamo dimenticare che questa Guardia pretoriana, praticamente indipendente dal potere politico, sotto il comando diretto dei giudici franchisti, rappresenta una serissima minaccia alla libertà in Catalogna. Per dirla senza mezzi termini, senza circonlocuzioni politiche, è la prova della situazione coloniale in Catalogna.

 

Lo stato di sei mesi di allarme inizia con le perquisizioni da parte della Guardia Civil ovunque e nessuno sa come andrà a finire. Se finisce. Mancano tre mesi e mezzo a delle decisive elezioni catalane con risultati che scuoteranno il malconcio regime spagnolo del 78. La “nuova normalità” è troppo pericolosa. È necessario denunciare in Europa la deriva dello Stato spagnolo verso una dittatura pretoriana, come hanno fatto i partiti catalani JxC e ERC.

 

E il problema va affrontato, dalle istituzioni e dai cittadini.

 

* traduzione  Àngels Fita

https://cotarelo.blogspot.com/2020/10/la-guerra-de-lestat-contra-catalunya-no.html

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su