Il supporto di Pedro Sanchez alla monarchia spagnola rischia di perdere consensi

Il supporto di Pedro Sanchez alla monarchia spagnola rischia di perdere consensi

 

 (Photo by JAIME REINA/AFP via Getty Images)

 

Il primo ministro spagnolo afferma che consegnare la «eredità costituzionale» del Paese ai rivali politici sarebbe un grave errore.

di CRISTINA GALLARDO, 8/12/20

 

Pedro Sànchez vuole costruire un muro protettivo intorno alla monarchia spagnola, anche se lui e il suo partito rischiano di crollare.

In seguito alla partenza dalla Spagna dell’ex re Juan Carlos la settimana scorsa nel mezzo di uno scandalo di corruzione, il primo ministro si è espresso a favore della monarchia del paese. Affermando che la Spagna ha bisogno di «stabilità e robuste istituzioni», ha cercato di tracciare una chiara distinzione tra i presunti misfatti finanziari dell’ex re e colui che attualmente siede sul trono, il re Felipe VI.

Con una mossa insolita, Sanchez ha mandato tre ministri a Mallorca ad accompagnare Felipe durante la sua visita ufficiale sull’isola. Il primo ministro stesso vi si è recato mercoledì per un incontro ufficiale con il re.

Ma alcuni membri del suo partito, il socialdemocratico PSOE, hanno manifestato disagio. Lamentano che, anche se la leadership del partito si richiama spesso ai propri «valori repubblicani», non ha mai trovato il momento adatto per battersi davvero per essi.

Un vecchio twit  che celebrava l’anniversario della defunta Seconda Repubblica fatto da Sanchez nel 2014 (prima che diventasse primo ministro) viene adesso utilizzato dai suoi detrattori per sottolineare la posizione ambigua del partito.

«La campagna di Sanchez per proteggere la monarchia vigente rischia anche di allontanare i votanti e i membri del partito giovani, tra i quali il sentimento repubblicano è forte»

In una intervista rilasciata all’emittente pubblica spagnola RTVE  in questo stesso anno, Sanchez diceva che il suo «è un partito repubblicano» ma allo stesso tempo uno che rispetta la Costituzione, aggiungendo che un dibattito sul modello di Stato doveva essere in un futuro a lungo termine.

Mentre gli scettici sulla monarchia all’interno del suo partito aspettano che quel futuro arrivi, l’ancora di salvezza che Sanchez ha lanciato al re Felipe appare anche in linea con la cordialità che i due hanno nelle loro relazioni personali. In Manual de resistencia, l’autobiografia di Sanchez, il primo ministro rivela il contenuto di alcune conversazioni private con Felipe e come «hanno avuto una speciale connessione, fidandosi l’uno dell’altro e stabilendo un rapporto molto franco» durante il fallito tentativo di indipendenza in Catalogna nell’autunno del 2017.

Sentimenti personali a parte, il futuro della monarchia è politicamente più complicato per il primo ministro socialista che per i suoi rivali di centro o di destra. Secondo un sondaggio di Sigma Dos  per El Mundo (giornale di Madrid), il 48% di coloro che hanno votato per lui nelle ultime elezioni generali sono repubblicani versus il 41.9% che supporta la monarchia. Per contro, il 91.6% dei votati del Partito Popolare (di destra) supporta il re, così come l’85.5% dei votanti del partito liberale Ciudadanos.

Juan Francisco Fuentes, storico all’Università Complutense di Madrid, afferma che il PSOE ha sempre nutrito sentimenti repubblicani, ma questo non ha impedito al partito di cooperare con la monarchia.

«Molto tempo fa uno storico leader socialista fece riferimento al ‘repubblicanesimo platonico’ del socialismo spagnolo. è una situazione simile a quella di altre monarchie europee nelle quali la sinistra assume una posizione repubblicana compatibile con la coabitazione istituzionale con la monarchia», dice.

La campagna di Sanchez per la protezione della monarchia vigente rischia anche di allontanare i votanti e i membri del partito giovani, tra i quali il sentimento repubblicano è forte. Percependo la tensione, Juventudes Socialistas, la giovanile del PSOE, ha rilasciato una dichiarazione sottolineando di essere ancora una «organizzazione repubblicana» che «parteggia per una repubblica e mira alla creazione di questo modello di Stato». Facendo eco a Sanchez però, sottolineano il bisogno di «stabilità istituzionale» durante la crisi da coronavirus.

Sanchez deve fronteggiare anche una minaccia interna al proprio governo. Podemos, di estrema sinistra e fortemente repubblicani, partner del PSOE in coalizione, hanno fatto leva sul pubblico disgusto nei confronti delle presunte azioni di Juan Carlos. E sperano di capitalizzarlo politicamente per togliere supporto al PSOE.

«Per conto di chi parla Moncloa [l’ufficio del PM]? Dubito che sia in nome delle centinaia di socialisti le cui famiglie repubblicane hanno dato la vita per la democrazia», ha twittato  Ada Colau, sindaca di Barcellona e vicina a Podemos.

Riconoscendo il pericolo politico della sua posizione pro-monarchia, Sanchez ha scritto una lettera ai membri del suo partito la settimana scorsa, spiegando le proprie ragioni. Proteggere le istituzioni è vitale, argomenta, per evitare «di regalare ai conservatori l’esclusiva sull’eredità costituzionale». Questo sarebbe «il peggior errore» che il PSOE potrebbe compiere, ha scritto.

Alcune persone del partito stanno spingendo per riforme che non arrivano all’abolizione della monarchia. Odón Elorza , MP e sindaco di San Sebastián, mette in guardia sul fatto che, senza dei cambiamenti che rendano la monarchia più trasparente, «la frustrazione pubblica sarà enorme».

«Uno dei problemi in sospeso che lo stato di diritto deve fronteggiare è l’articolo 56 della Costituzione, quando definisce l’immunità del re senza distinguere tra le sue attività come capo di Stato e le sue azioni personali», evidenzia.

Fino ad ora, dunque, Sanchez non ha interesse in tale sfumatura. I repubblicani presenti tra le sue fila dovranno ancora attendere.

 

https://www.politico.eu/article/saving-the-monarchy-pedro-sanchez-spain/

 

* traduzione  Gaia Dolfi

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