Il re pellegrino

 

Il re pellegrino

 

 

Cotarelo blogspot.com       11.08.2020

 

Che figuraccia! Il PSOE, partito con radici repubblicane, è diventato il più strenuo difensore della monarchia borbonica, una dinastia che ha scoperto il segreto del “perpetuum im-mobile” o la controrivoluzione permanente. È quasi miracolosa la sua capacità di vivere dal paese scuotendolo periodicamente con l’aiuto e la complicità di tutti i partiti politici “nazionali” liberali, conservatori, socialisti, federalisti, unionisti, comunisti e podemisti o misti. Dimostra che la monarchia è al di sopra dei partiti. Il PSOE fa quello che comandano i canoni di questa monarchia nazional-clericale dell’antico regime, trasformata grazie all’euforica magia del liquore “1978”, in una democrazia di livello europeo: mentire.

Per ogni evenienza, la destra coglie l’occasione per insegnare ai “nuovi plebei” le regole della corte dei miracoli. Il primo: il re si difende come alla legione, “tanto se ha torto come se ha ragione”. Ancora meglio senza ragione, in modo che si possa vedere chiaramente che il re non è solo al di sopra della legge, ma della ragione stessa. Bisogna credere a quello che dice il re proprio perché quello che dice è assurdo. Il re di Spagna è la personificazione di Dio sulla terra; mica è il Papa, che gli spagnoli sono sempre più papisti del Papa.

È il diritto divino del re, cioè, il diritto di fare quello che vuole, cucinato dalla costituzione come l’uovo sodo in acqua. Quando politici illustri ricordano in questi giorni amari il grande servizio dell’Emerito in Spagna, la democrazia e la conservazione della fauna selvatica, fanno lo stesso discorso del re, giusto? Cosa c’è che non va in lui quando, dopo una vita di sacrificio per la Spagna come esecutore testamentario dell’eredità del Caudillo, ha fatto quello che fanno alcuni esecutori, cioè incanalare alcune delle risorse guadagnate verso la sua reale tasca privata?

Ho l’impressione che i commentatori “ad usum” non sappiano come reagire. È ovvio che la situazione internazionale è spaventosamente ridicola e insostenibile. Ma non è così ovvio che qualcuno stia cercando di mettere un po’ di serietà in questo mix tra Freedonia e il prigioniero di Zenda. C’è già chi grida al cielo per un nuovo “Santiago y cierra España”* a seguito della provocazione dei tribunali belgi**, pieni di eretici.

Il governo letteralmente non sa cosa fare e glissa e va in vacanza lasciando i cittadini in balia delle indecifrabili chiacchiere del ministro dell’Interno. Il Sig. Grande-Marlaska convoca una conferenza stampa per riferire che non può riferire sull’emerito perché è l’ex capo di stato, come se ciò avesse un senso. Nessuno si definisce per quello che non è ma per quello che è, e l’emerito è un cittadino soggetto a procedimenti giudiziari in Svizzera. Lo Stato farà bene a sapere dove si trova, per aiutare la magistratura, se necessario. Ma non deve pagare né occuparsi della sua sicurezza più di quanto non debba farlo per qualsiasi altro cittadino. E siccome siamo arrivati ​​fin qui in questa serie di film gialli, dobbiamo chiederci se lo Stato, cioè tutti noi, pagheremo anche gli 11.000 euro a notte, del rifugio francescano del fuggitivo.

Il ridicolo dello Stato diventa apoteosi quando si contrappongono due dichiarazioni ufficiali: la prima, la Casa Reale, che afferma che il luogo in cui si trova il re in itinere è cosa sua, privata. Cioè, non deve rendere conto a nessuno. La seconda: il ministro dell’Interno che dice che la faccenda del re è una questione di Stato perché lui è l’ex capo di stato. Cioè, è un segreto di stato, così segreto che è un segreto anche per lo stesso Stato.

Ramon Cotarelo

https://cotarelo.blogspot.com/2020/08/el-reei-peregri.html

* traduzione  Àngels Fita-AncItalia

 

* Già alla fine del XV secolo la frase era usata come la conosciamo oggi: Santiago si riferisce all’apostolo che fu decisivo nella battaglia di Clavijo del 844 e durante tutta la riconquista di fronte ai musulmani. Cierra equivale a serrare le fila, era rivolto alle formazioni di fanteria e alle brigate di cavalleria.

Santiago y cierra Spagna è stata ascoltata nelle battaglie dei Tercios in Europa e nelle bocche dei conquistatori in America. Una semplice esclamazione che è servita a scrivere la storia della Spagna.

** Il 7 agosto 2020, la giustizia belga ha rigettato la richiesta di estradizione dell’ex ministro catalano Luis Puig, ritenendo che il mandato d’arresto europeo emesso dalle autorità spagnole non fosse valido, perché quelle autorità non ne avevano competenza. Vedere post pubblicato nel nostro blog

 

 

 

 

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