Lo Statuto (di autonomia), la Catalogna che non c’è più

Lo Statuto (di autonomia), la Catalogna che non c’è più

 


Elnacional.cat – José Antich – Barcelona. Sabato 27 giugno 2020

Sono passati 10 anni dalla sentenza contro lo Statuto (di autonomia della Catalogna) emanata dalla Corte costituzionale e che fu, senza alcun dubbio, il fattore scatenante dell’ascesa dell’indipendentismo che si è verificata in Catalogna. In pochissime occasioni, una sentenza finisce per avere un impatto politico così decisivo sull’avvenire di un popolo come nel caso dello Statuto, e questo fu la conseguenza di tre fattori: l’umiliazione provata nel vedere che i membri della Corte Costituzionale calpestarono il risultato del referendum tenuto quattro anni prima, nel 2006; l’evoluzione della società catalana, stanca di come stava avendo luogo, dal 2000, una ri-centralizzazione delle competenze che rendeva vuota l’autonomia catalana; e, in terzo luogo, le ansie di trovare un nuovo “abito di competenze”, che iniziò ad essere economico ma, rapidamente, tutti videro che ciò sarebbe stato impossibile senza un salto dall’autonomia all’indipendenza.

Lo Statuto fu poi tritato nel Parlamento spagnolo dai deputati del PP (Partido Popular) e del PSOE (Partido Socialista Obrero Español) con un grandre protagonismo di Alfonso Guerra (PSOE), con il concorso in piazza di Mariano Rajoy e i suoi scugnizzi chiedendo con raccolta di firme in tutta la Spagna di non validare il referendum catalano e dalla Corte Costituzionale dove un gruppo di giuristi vollero giocare a fare politica e a salvare la Spagna. L’effetto ottenuto fu l’opposto e molti di quelli che a Madrid vedevano nel nuovo Statuto un pericolo, oggi si pentono amaramente, in pubblico ma molto di più in privato, di non aver preso quel treno che, ora ha percorso molte più stazione di quanto ci si poteva immaginare.

Com’è possibile che non ascoltassero quella protesta catalana così ovvia e così ampia che a quel tempo includeva praticamente l’intero arco parlamentare della Catalogna, tranne il PP? In parte a causa dell’arroganza e della superbia. Questa idea molto diffusa nei principali cenacoli del potere di Madrid che credeva che i catalani parlano e si lamentano molto, ma al momento della verità, si sgonfiano.

Inoltre, erano decisi e lanciati a tarpare le ali del catalanismo. Erano entrati sfacciatamente in una fase in cui lo stato profondo (deep state) aveva deciso che era necessario chiudere a tutti i costi la mappa autonomista e passare a un semplice decentramento amministrativo. La visione più centralista dello stato aveva rovesciato le tiepide avventure federali che Zapatero stava promuovendo. Giudici, pubblici ministeri e procuratori di stato, la grande rete giudiziaria, iniziavano a vincere la partita sui politici che governavano, e si accettò che i primi avessero un potere esorbitante.

Tutto questo si sarebbe visto molto più chiaramente nel corso degli anni, ma la sentenza dello Statuto fu una specie di prova. La prima prova di ciò che lo Stato voleva fare con la Catalogna.

* traduzione  Àngels Fita-AncItalia

https://www.elnacional.cat/ca/editorial/jose-antich-estatut-catalunya-enrere_517830_102.html

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