“Una Catalogna indipendente o con una vera autonomia finanziaria si sarebbe potuta difendere molto meglio dal coronavirus”

Santiago Niño Becerra: “Una Catalogna indipendente o con una vera autonomia finanziaria si sarebbe potuta difendere molto meglio dal coronavirus”

“la Spagna avrà molte più difficoltà ad affrontare la crisi dopo la pandemia: saranno le economie ad alta produttività a superarla meglio”

La republica.cat – Gerard Sesé 16/04/2020

 

L’economista e docente universitario catalano Santiago Niño Becerra è una delle voci più autorevoli quando si parla di macroeconomia, crisi economiche e previsioni finanziarie. È stato il primo ad avvisare dell’arrivo della grave crisi che si sarebbe verificata nel 2010. Autore di diversi libri, ha ricoperto varie posizioni in aziende dell’industria siderurgica e dal 1994 è docente ordinario di Struttura Economica all’Università Ramon Llull di Barcellona. Il suo telefono è di nuovo bollente a causa della crisi economica che si avvicina a causa del coronavirus. Tuttavia, ci dice in questa interessante intervista per La República che la pandemia, di fatto, ha accelerato la crisi del 2008, la cui fine lui aveva previsto per il 2020. Abbiamo parlato della Catalogna e risponde a ciò che sarebbe accaduto se fosse uno Stato indipendente e predice anche come saranno i mesi che ora ci si deve aspettare per quella che lui chiama “l’invenzione” della classe media.

Le crisi economica che si avvicina sarà peggiore di quella iniziata nel 2007/8?
Bisogna chiarire prima una cosa: nel 2007 inizia una crisi sistemica per esaurimento del modello precedente e si manifesta nel 2008 con il fallimento della Lehman Brothers che, quando esplode, raggiunge drammaticamente tutti nel 2010 e provoca il periodo di austerità. La crisi inizia a svoltare nel 2012 quando la Banca Centrale Europea inizia a distribuire quelle che io chiamo “amfetamine”, che sono iniezioni selvagge di denaro, ma questi effetti scadono nell’autunno del 2018, quando si manifesta chiaramente il rallentamento dell’economia, con le previsioni dell’FMI e dell’OCSE.

Quindi il virus ha solo peggiorato la crisi ancora in corso?

Il virus ha peggiorato brutalmente il rallentamento economico della crisi che avevamo già avuto dall’ottobre 2018 e della terza fase della crisi in cui ci trovavamo. La pandemia, tuttavia, sarà allo stesso tempo un acceleratore delle misure che tutti avrebbero adottato in ogni caso.

E allora, con quale evento possiamo confrontare le conseguenze di questo virus?

È stato paragonato a molte cose … con l’autunno del 2008/09, con il crack del 29 … ma le conseguenze di questo virus non si assomigliano perché in nessuna precedente crisi o precedente rallentamento è successo che tutto fosse chiuso. Mai un governo aveva decretato una chiusura totale come questa. Per trovare qualcosa di simile dobbiamo andare indietro alle crisi agrarie del XVII ° e XVIII° secolo.

E alle Guerre Mondiali?

No, no, anzi! Al contrario, durante le grandi guerre si produceva tantissimo! In questo caso vengono prodotte armi ma il PIL degli Stati Uniti, ad esempio, crebbe moltissimo durante la Seconda Guerra Mondiale. Quello che ci è capitato ora è come se gli alieni fossero arrivati e ci fosse stata una fermata diffusa di tutto.

Dunque, è qualcosa che non si è mai verificata?

Sì. E ha avuto un effetto dannoso perché ha bloccato l’intera economia a causa di un problema sanitario. La triste coincidenza è che ciò che è buono per il sistema sanitario (fermare tutto per rafforzarlo) è negativo per l’economia.

Vediamo se capisco: il virus ha accelerato la crisi sistemica dalla quale non ne eravamo usciti ancora e, quindi, viviamo un momento storico di cambiamento del modello economico e la pandemia ci aiuterà a transitare dall’antico al nuovo?

Le crisi sistemiche sono causate da un esaurimento del modello. Ad esempio, la crisi del 1929 con la grande depressione significò la fine di un modello iniziato nel 1875. Cioè, la risposta alla domanda è un sì.

Il capitalismo feroce con intervento minimo dello stato… no?

Sì, il modello dell’accumulo di capitale. Fu esaurito, arrivò la grande depressione, e poi fu lanciato un modello che è diventato nostro e che ebbe inizio dopo la seconda guerra mondiale. E come tutti i modelli anche questo si è esaurito e ora ci stiamo spostando verso un nuovo modello

Questo mi collega a quello che disse l’ex-presidente della Francia, Nicolas Sarkozy sulla riformulazione del capitalismo… cosa ne resta, nulla è stato fatto!

Sì, si sta riformulando! Andiamo verso un nuovo modello. Ho cercato di spiegarlo in dettaglio nel mio ultimo libro pubblicato a ottobre dello scorso anno, “Il crash: terza fase”. In breve, ci stiamo muovendo verso il massiccio uso della tecnologia, la crescente importanza del capitale e l’importanza decrescente del fattore lavoro, con il declino degli Stati e l’importanza delle grandi corporazioni … Attenzione! Tutto questo sarebbe arrivato lo stesso, ma il virus lo ha accelerato!

E quando superemo gli effetti del virus cosa succederà?

Quando troveranno il vaccino, la pandemia sarà certamente superata, e quindi l’evoluzione verso il nuovo modello continuerà e culminerà nel 2023 e nel 2024, penso. Ma mitigare gli effetti del virus avrà un impatto molto forte sul debito pubblico, che sarà notevolmente aumentato in vista del grande aumento della spesa pubblica che dovrà essere affrontata per far fronte agli effetti del virus.

Quale sarà la ricetta per uscirne? Cosa dovrebbe fare il governo catalano se può fare qualcosa…? O quello spagnolo? O l’Unione Europea?

Non ci sono ricette. La formula classica è aumentare la spesa pubblica iniettando denaro. Ma questo ha delle conseguenze come l’aumento bestiale del debito pubblico che pagheremo ogni anno sotto forma di interessi, per decenni, e tentando di rimborsare il debito.

E perqué non facciamo come il Regno Unito, che ha stampato e immesso più denaro nel mercato?

Sì, il Regno Unito invece di iniettare denaro attraverso il debito pubblico ha, direttamente, fatto stampare denaro alla Banca d’Inghilterra da consegnare al governo. Ma questa non è nemmeno una nuova invenzione! Nel Medioevo già si faceva!

E perqué la BCE non fa lo stesso e fa stampare euro?

Lo farà, ma tramite il sostegno al debito. La BCE ora dirà alla Spagna che può presentare un grande debito pubblico e altri stati dell’Unione lo compreranno e gli daranno denaro. La BCE non si comporta come il Regno Unito perché non è ortodossa e perché nel Regno Unito ora sono soli e hanno la loro politica monetaria e fiscale. Nell’area dell’euro ci sono 18 modelli, 18 politiche fiscali … Se fosse un sistema unificato sarebbe più semplice, ma non è così.

Ma il fatto che in Europa sono 18 e ognuno fa quello che vuole… La Spagna vuole tornare a promuovere l’edilizia e il “sole e spiaggia” per uscire dalla… ma così ripete lo stesso errore?

Vediamo, la Spagna inizia una nuova ondata di edilizia nel 2016 (non così forte come quella del 2002). Ma ovviamente … per basare la crescita sul mattone, la capacità di indebitamento privato deve essere elevata e ora, in Spagna, non lo è. Nel 2002 sì, la Spagna era un luogo per fare affari, molti soldi venivano dall’estero, la disoccupazione era bassa e non c’era ancora molto debito pubblico, e anche la precarietà del lavoro era minore di adesso.

Pertanto, è una estrategia destinata al fallimento…

Proseguire con questa seconda ondata di edilizia non è possibile. L’anno 2016 inizia con l’iniezione di fondi dell’Unione europea. Penso che il percorso e il ricorso al mattone sia finito, tutte le fasi sono bruciate tranne che arrivi una grande corporazione e acquisti mezza città.

E con queste prospettive… Il FMI pronostica nel 2020 una caduta del PIL in Spagna tra un 8 e un 9% e un tasso di disoccupazione intorno al 21%, con il debito pubblico fino al 113% del PIL e un deficit fino al 9,5%…

Ma queste terribili previsioni del FMI, ripeto ancora, si possono includere in altre previsioni che arrivavano dall’autunno 2018 e che già prevedevano un peggioramento dell’economia. Alcuni sostengono che l’economia stava soffiando con il vento in poppa e all’improvviso il virus è arrivato. No, il FMI aveva avvertito di un rallentamento da quasi 2 anni. E in questa linea discendente… è arrivato anche il virus!

Quali economie sopravviveranno alla pandemia?

La Spagna ha tutto contro. I piccoli paesi hanno un chiaro vantaggio. Penso all’Austria, Danimarca, Paesi Bassi, molto orientati al valore aggiunto, con alta produttività e con popolazione ridotta … La Spagna è tutto l’opposto: è un paese grande, con molta popolazione, una struttura del PIL basata su un basso valore aggiunto, come i servizi, con il turismo che rappresenta il 15% del PIL, il commercio un 12% … Tutto contro…

Quindi… una Catalogna indipendente potrebbe affrontare meglio la situazione attuale?

Chiaramente sì; oppure avendo un’autonomia fiscale e finanziaria cioè, una vera autonomia, perché ciò avrebbe dato alcuni margini che la Catalogna non ha attualmente. Ad esempio, la centralizzazione dell’acquisto di attrezzature mediche è stato un vero fallimento e questo non sarebbe successo. Il governo catalano avrebbe adottato una serie di misure che non ha potuto adottare, come quelle del auto-isolamento. Una Catalogna indipendente, o con un livello molto elevato di autonomia, avrebbe potuto proteggersi meglio dal coronavirus e adottare una serie di misure che ora non ha potuto prendere.

E con il deficit fiscale che soffre la Catalogna, come potrà sopravvivere e rissorgere dalla crisi, tenendo conto che la Spagna avrà bisogno di denaro, più che mai, per se stessa?

La questione del deficit fiscale interregionale ha delle implicazioni quali il sottofinanziamento della Catalogna e questo è un dato di fatto. La situazione che ora verrà non favorirà questo, senza dubbio. Tuttavia, con il nuovo modello al quale andremo, aree come la Catalogna avranno dei vantaggi che non hanno al momento. Avremo maggiori possibilità rispetto ad ora, come in altre aree europee come il Nord Italia, i 4 lands tedeschi più forti -come la Baviera-, la regione delle Fiandre…

La crisi economica che arriva potrebbe creare una nova ondata di indipendenza in Catalogna?

Probabilmente si. Almeno “provocar-la” sarà facile. Pensa che lo scenario che resterà dopo la pandemia e quando il virus sarà sradicato, sarà devastante: il 115% del debito pubblico spagnolo con un deficit del 10% e una disoccupazione del 22% … In Catalogna molte persone giungeranno alla conclusione che con più autonomia fiscale e finanziaria le cose sarebbero diverse. Questo è sicuro!

A livello “micro”, le famiglie e le piccole imprese soffriranno nei mesi a venire?

In tutte le brutte situazioni ci sono persone che vincono e persone che perdono. Le piattaforme digitali e le grandi aziende ci hanno guadagnato…

Come Amazon?

Non solo! Google, Volkswagen, Microsoft, Apple … perché? Queste sono aziende che hanno un “cuscino” finanziario molto potente, possono reggere perfettamente, possono riorganizzarsi, ridefinire la loro struttura, fare piani per il futuro… ma il commercio di quartiere o le piccole e medie imprese… insomma!

I grandi gruppi d’investimento hanno approfittato della crisi per arricchirsi? Era il momento di acquistare in borsa?

Non siamo più nel 1965! Ora le borse indicano molto poco, muovono pochi soldi e, sinceramente, io non consiglierei a nessun piccolo investitore di entrare in borsa.

Crede nelle teorie della cospirazione? Che le guerre economiche si fanno creando dei virus?

Guardate! Ho fatto questa domanda a un mio conoscente biochimico che da tempo lavora negli Stati Uniti. Ho chiesto se un virus del genere può essere prodotto e lui ha detto di sì. Ma mi ha detto che ciò che non può essere programmato sono i suoi effetti.

Cioè, si può fare la bomba ma non si può prevedere come sarà l’onda espansiva?

Sì, esatto. Non penso che questo lo abbia creato una mente malvagia e che lo abbia diffuso in tutto il mondo. Onestamente, non ci credo.

Infine, sei un noto economista que parla chiaro e con grande realismo. Ma… possiamo dare un messaggio di speranza alla classe medio-bassa per i prossimi mesi?

Per cominciare, la classe media è un’invenzione avvenuta dopo la seconda guerra mondiale, e che non esisteva prima. È stata creata una classe che possa consumare, risparmiare, lavorare, pagare le tasse e riprodursi, a metà strada tra le classi inferiori e la classe superiore che gioca in un altro campionato. Allo stesso tempo, viene utilizzata per ottenere la pace sociale: se l’individuo si comporta bene, lavora, consuma e risparmia, avrà una casetta, un’auto e “dimenticherà le teorie rivoluzionarie” e avrà un modello di protezione sociale: pensioni, sussidi di disoccupazione, assistenza sanitaria e scuole pubbliche … la classe media, per alcuni anni, ha funzionato molto bene, ma ora la sua riduzione è inarrestabile perché non è più necessaria.

Dai!… quindi con il nuovo modello saremo tutti più poveri?

Della classe media come la conosciamo ora, rimarrà una classe media alta, composta da professionisti di altissimo livello, e per il resto avremo una grande massa di persone, in parte necessaria, che resterà a metà strada tra l’assunzione temporanea, il part-time o il reddito di base, con poche capacità di acquisto. Lo spiego anche nel libro di cui ti ho parlato.

Io chiedevo un messaggio di speranza… ma vedo che non può essere!

Ma questa non è la mia versione! C’è un sociologo di nome Richard Sennett che studia la classe media dagli anni 80 e in vari libri afferma che la classe media retrocede da tempo. Il nuovo modello ci porta su questa strada e il coronavirus ha semplicemente accelerato il tutto.

 

*traduzione  Àngels Fita-AncItalia

Santiago Niño Becerra: “Una Catalunya independent o amb veritable autonomia financera s’hauria pogut defensar molt millor del coronavirus”

 

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