L’anello debole del regime


 

 

 

Xavier Diez -storico-   ElPuntAvui    16.08.2019

 

http://www.elpuntavui.cat/opinio/article/8-articles/1649856-la-baula-feble-del-regim.html

 

Con le sue azioni degli ultimi anni è diventato vulnerabile. E la sua caduta può trascinare una rete di interessi che potrebbero essere fatali per la Spagna ma anche un’ottima notizia per gli spagnoli.

 

In questi giorni è stato celebrato il 20° anniversario dell’incoronazione di Mohamed VI, re del Marocco, e questo tipo di eventi sono sempre uno spunto per fare un bilancio. La prima evidenza è la delusione rispetto alle speranze democratiche. Nel Nord Africa e nel Medio Oriente c’era qualche speranza che l’erede di Hassan II regnasse con uno stile all’occidentale, cioè imergendosi nel regime democratico e limitandosi a un ruolo cerimoniale o, in ogni caso, di mediazione e arbitrato. Eppure, non è stato così, anzi. Il monarca è intervenuto, con certi atteggiamenti autocratici, ha espresso disprezzo o indifferenza nei confronti della popolazione Amazigh o del Sahara occidentale, ha favorito alcuni gruppi rispetto ad altri in questi due decenni in cui le differenze sociali si sono acutizzate, chiaro sintomo di degrado istituzionale.

Introdurre in questo articolo il re Mohamed VI ci consente di avere una prospettiva più ampia per comprendere il ruolo, il pensiero, l’azione e l’atteggiamento del suo omologo spagnolo. Figlio di una generazione prossima, addirittura con una certa amicizia reciproca (estesa alle monarchie del Golfo Persico), il re del Marocco diventa molto più un riferimento rispetto alle dinastie europee ancora in carica. In effetti, si dovrebbe iniziare con una cosa nota, eppure, nascosta nei grandi media. Il ritorno dei Borboni fu un’imposizione franchista, con una serie di leggi di successione inserite nel quadro legislativo, illegale e illegittimo, della caotica legislazione della dittatura. I Borboni simboleggiavano, insieme alla bandiera e agli inni dei colpisti contro la Repubblica, la continuità del regime e l’egemonia dei franchisti. Così tanto che sempre più storici e politologi riteniamo che il cosiddetto “Regime del 78” non sia altro che la continuità del Regime del 39 attraverso mezzi costituzionali. Di fatto, coloro che si autodefiniscono “costituzionalisti” non fanno altro che difendere l’intero contenuto del testamento personale e politico di Franco, corrisposto anche da Filippo VI per mantenere la nobilitazione della discendenza del generale colpista.

I Borboni sono l’eccezione dell’eccezione monarchica nel continente europeo. Le dinastie sopravvissute: Regno Unito, Olanda, Danimarca, Norvegia… si contraddistinsero per la resistenza al fascismo durante il XX secolo. Al contrario, quelle famiglie reali che diedero supporto, per azione o omissione, all’autoritarismo – come l’Italia o la Grecia – finirono in esilio. La Spagna è l’unico paese occidentale in cui il fascismo ha restaurato una monarchia protetta specialmente dai beneficiari di un regime totalitario, e ancora rimane. In questo senso, da una prospettiva politica, la spagnola presenta più somiglianze con le monarchie africane che con quelle europee.  Come nel caso del Marocco, l’attuale monarca interviene direttamente in politica, oltrepassando di gran lunga i suoi poteri presumibilmente legali. Disprezza i catalani, fa pressione sui poteri forti per mettere in pratica approcci politici reazionari, tenta di influenzare i tribunali, fa parte di una famiglia con membri processati e altri che non nascondono le loro simpatie per Vox (partito di estrema destra), ci sono dubbi importanti circa l’origine e la dimensioni delle sue entrate, e nella sua concezione fondamentalista riguardo al nazionalismo ispanico fecce delle dichiarazioni il 3 ottobre che possono essere considerate come un incitamento al colpo di stato giudiziario che ha fatto sì che, ora come ora, nello stato spagnolo, di fatto, ci sia una sorta di stato ufficioso di eccezione. In teoria, il monarca dovrebbe esercitare funzioni di arbitrato e mediazione. Eppure, Filippo VI è chiaramente impegnato a difendere gli interessi dei settori più reazionari della società spagnola, coerenti con il concetto di “franchismo sociologico”.

 

Non è un segreto che nella fallita investitura dello scorso luglio, i poteri forti spagnoli abbiano svolto un ruolo attivo. Per il franchismo dominante nelle élite spagnole l’idea che un governo di sinistra  metta in discussione il regime del 78 risulta troppo inquietante. Porre fine alla riforma del lavoro, abrogare la legge bavaglio, eliminare l’impunità degli speculatori o i privilegi delle grandi compagnie dell’Ibex 35, o cercare di trovare soluzioni negoziate sulla questione catalana, sarebbe come rompere con il vero documento fondatore della Spagna moderna, che non è la Costituzione, ma il testamento di Franco.

Il Borbone, disapprovato dal 90% dei catalani (e da una percentuale sconosciuta di spagnoli) è l’anello debole del sistema. Con le sue azioni degli ultimi anni è diventato vulnerabile. E la sua caduta può trascinare una rete di interessi che potrebbero essere fatali per la Spagna ma anche un’ottima notizia per gli spagnoli.

* traduzione  Àngels Fita-AncItalia

 

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