Comunicato di Quim Forn e Josep Rull

Comunicato d’inizio dello sciopero della fame
 
Facciamo pubblico che ci sommiamo alla protesta pacifica che i nostri compagni, Jordi Sánchez e Jordi Turull, hanno già iniziato e che, da questo martedì alle 00h, rinunciamo volontariamente anche noi alla ingesta di alimenti. Lo facciamo per sommarci alla denuncia del blocco all’accesso ai tribunali internazionali ed in particolare alla giustizia europea che la Corte Costituzionale ci impone con il suo comportamento ingiusto e arbitrario.
Lo sciopero della fame che iniziamo è una misura estrema di protesta. La iniziamo dopo aver riflettuto, aver capito cosa suppone ed assumerne i rischi e le conseguenze. L’ingiustizia che soffriamo, la lesione ai nostri diritti fondamentali e l’arbitrarietà giudiziale con la quale siamo trattati, ci leggittima a prendere questa decisione nonostante siamo coscienti dell’impatto che puó avere sui nostri organismi.
Nel comunicato che hanno fatto pubblico Jordi Sánchez e Jordi Turull si spiegava in modo dettagliato la tattica di rallentamento e blocco che la Corte Costituzionale impone in modo arbitrario ai nostri ricorsi, impedendoci l’accesso alla giustizia internazionale. Condividiamo pienamente gli argomenti giuridici che si descrivevano in quel comunicato.
Ribadiamo la nostra volontà di difendere la nostra innocenza e l’esercizio dei nostri diritti e le piene garanzie che ci negano e che possono comportare perdite e danni irreparabili ai nostri diritti fondamentali e a quelli dei nostri compagni e compagne imprigionati.
Ribadiamo anche la nostra volontà di iniziare questo sciopero della fame con la serenità e coerenza che ci ha accompagnato sempre nelle nostre decisioni. É la nostra decisione meditata, frutto di molte ore di introspezione e riflessioni che ci ha portato a concludere che non abbiamo altra opzione che utilizzare questa forma estrema di pacifica protesta nella difesa dei nostri diritti fondamentali.
Non é la nostra protesta, né quella dei nostri compagni, uno sciopero della fame per chiedere nessun tratto di favore né discriminazione positiva. É semplicemente, l’unica alternativa che abbiamo qui in prigione per rendere piú visibile la discriminazione e la violazione dei nostri diritti fondamentali. Non rinunceremo mai a un giudizio giusto. Questo è l’obiettivo del nostro sciopero della fame.
Il comportamento arbitrario e irregolare della Corte Costituzionale assottiglia le basi stesse dello Stato di Diritto. Questo non è un problema solo per coloro che legittimamente e pacificamente difendiamo una Repubblica per Catalunya. É un problema per la democrazia, ed è un problema molto grave per i cittadini della Spagna.
Ringraziamo in anticipo il supporto e la solidarietà che potremmo ricevere da parte di tutti gli individui, collettivi ed entità che in questa lotta sono posizionati a favore della difesa dei diritti fondamentali.
Vi chiediamo che da fuori dalla prigione vi manteniate sereni e convinti della legitimità della nostra protesta. Vi incoraggiamo anche a condividere la nostra lotta dalla calma, la tolleranza, il comportamento civico e il pacifismo. Questa sarà senza dubbio il miglior modo di sentirvi vicini e aiutarci nei momenti di difficoltà.
Grazie per la solidarietà e la speranza che ci arrivano da tutte le persone che in questi gravi momenti mantengono la coerenza e lo spirito di difesa dei diritti e le libertà personali e collettive. Senza la vostra solidarietá, il vostro calore e la vostra compagnia, niente sarebbe possibile. Sappiamo che non siamo soli ed è questo che ci mantiene forti e coraggiosi per intraprendere azioni di protesta pacifica come lo sciopero della fame.
Grazie di cuore.
Quim Forn / Josep Rull.
Prigione di Lledoners, 3 dicembre 2018.
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TESTO ORIGINALE
COMUNICAT D’INICI DE VAGA DE FAM
Anunciem que ens sumem a la protesta pacífica que els nostres companys, Jordi Sánchez i Jordi Turull, ja han iniciat i que des d’aquest dimarts a les 00h també renunciem voluntàriament a la ingesta d’aliments. Ho fem per sumar -nos a la denúncia del bloqueig de l’accés als tribunals internacionals i en particular a la justícia europea que el Tribunal Constitucional ens imposa amb el seu comportament injust i arbitrari.
La vaga de fam que iniciem és una mesura extrema de protesta. La iniciem després d’haver reflexionat, d’entendre què suposa i assumir-ne els riscos i les conseqüències. La injustícia que patim, la lesió dels nostres drets fonamentals i l’arbitrarietat judicial amb que som tractats ens legitimen per prendre aquesta decisió malgrat ser sabedors de l’impacte que pot tenir sobre els nostres organismes.
En el comunicat que van fer públic Jordi Sánchez i Jordi Turull s’explicava detalladament la tàctica de demora i bloqueig que el Tribunal Constitucional imposa de manera arbitrària als nostres recursos, impedint-nos l’accés a la justícia internacional. Compartim plenament els arguments jurídics que es detallaven en aquell comunicat.
Reiterem la nostra voluntat de defensar la nostra innocència i l’exercici dels nostres drets amb les plenes garanties que se’ns neguen i que poden comportar perjudicis i danys irreparables als nostres drets fonamentals i als dels nostres companys i companyes empresonats.
Reiterem també la nostra voluntat d’iniciar la vaga de fam des de la serenor i coherència que sempre han acompanyat les nostres decisions. És la nostra una decisió meditada, fruit de moltes hores d’introspecció i reflexió que ens ha portat a concloure que no tenim altra opció que utilitzar aquesta forma extrema de pacífica protesta en la defensa dels nostres drets fonamentals.
No és la nostra protesta, ni la dels nostres companys, una vaga de fam per demanar cap tracte de favor ni discriminació positiva. És, senzillament, l’única alternativa de què disposem aquí a la presó per
fer més visible la discriminació i la conculcació dels nostres drets fonamentals. No renunciarem mai a un judici just. Aquest és l’objectiu de la nostra vaga de fam.
L’actitud arbitrària i irregular del Tribunal Constitucional lamina les bases mateix de l’Estat de Dret. Això no és un problema només per als que legítimament i pacíficament defensem una República per a Catalunya. És un problema per a la democràcia, i és un problema molt greu per a la ciutadania d’Espanya.
Agraïm per avançat les mostres de suport i solidaritat que puguem rebre per part de tots els individus, col·lectius i entitats que en aquesta lluita estan també posicionats a favor de la defensa dels drets fonamentals. Us demanem que des de fora de la presó estant us mantingueu serens, ferms i convençuts de la legitimitat de la nostra protesta. Us encoratgem també a compartir la nostra lluita des de la calma, la tolerància, l’actitud cívica i el pacifisme. Aquesta serà sens dubte la millor manera de sentir-vos a prop i d’ajudar-nos en els moments de dificultat. Gràcies per la solidaritat i l’alè d’esperança provinent de totes les persones que en aquests moments greus mantenen la coherència i l’esperit de defensa dels drets i les llibertats personals i col·lectives. Sense la vostra solidaritat, el vostre escalf i la vostra companyia res no seria possible. Sabem que no estem sols i és això el que ens fa forts i coratjosos per emprendre accions de protesta pacífica com la vaga de fam. Gràcies de cor.
Quim Forn /Josep Rull.
Lledoners, 3 de desembre de 2018

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